Arthur Schopenhauer
Arthur Schopenhauer fu un filosofo tedesco la cui metafisica pessimistica, che fonda tutta la realtà in una Volontà cieca e priva di scopo, offrì un'alternativa radicale ai sistemi ottimistici dell'Idealismo Tedesco. La sua opera capitale Il Mondo come Volontà e Rappresentazione argomentò che dietro al mondo fenomenico dell'esperienza si cela una forza irrazionale e incessantemente bramosa — la Volontà — la cui natura è la sofferenza, e che la liberazione viene solo dalla contemplazione estetica, dalla compassione e dalla negazione ultima della volontà di vivere. Il suo stile in prosa lucido, il suo dialogo con la filosofia orientale e la sua influenza su Nietzsche, Wagner, Wittgenstein, Freud e numerose figure letterarie ne fanno uno dei filosofi più ampiamente letti nel canone occidentale.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Sviluppò una metafisica della Volontà — la tesi che la realtà fondamentale sottostante a tutti i fenomeni è una forza cieca, priva di scopo e incessantemente bramosa
- ● Articolò il pessimismo filosofico: la vita è essenzialmente sofferenza perché il desiderio è insaziabile e la soddisfazione sempre temporanea
- ● Propose la contemplazione estetica come temporanea liberazione dalla Volontà — nell'arte diventiamo 'puri soggetti conoscenti privi di volontà'
- ● Fondò l'etica nella compassione (Mitleid), argomentando che riconoscere la sofferenza altrui come propria è il fondamento della moralità
- ● Integrò la filosofia indù e buddhista nella tradizione occidentale, in particolare i concetti di maya (illusione) e della negazione della volontà di vivere
- ● Sviluppò una gerarchia delle arti culminante nella musica come espressione diretta della Volontà stessa
- ● Influenzò lo sviluppo del concetto di inconscio, anticipando la teoria freudiana delle pulsioni
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Il mondo è mia rappresentazione — il mondo fenomenico è strutturato dalle forme cognitive del soggetto (spazio, tempo, causalità)
- ✓ La cosa-in-sé è la Volontà — una forza cieca, priva di scopo e incessantemente bramosa che si manifesta in tutto, dalla gravità al desiderio umano
- ✓ La vita è sofferenza perché la Volontà è insaziabile — la soddisfazione è sempre temporanea, la noia e il desiderio rinnovato inevitabili
- ✓ La contemplazione estetica fornisce una temporanea fuga dalla Volontà consentendoci di percepire direttamente le Idee platoniche
- ✓ La musica è la più elevata delle arti perché esprime la Volontà stessa direttamente, senza la mediazione delle Idee
- ✓ La compassione è il fondamento della moralità — il riconoscimento che la sofferenza altrui è fondamentalmente la mia stessa sofferenza
- ✓ La risposta etica ultima alla sofferenza della vita è la negazione della volontà di vivere — la rinuncia ascetica
- ✓ L'individuazione è illusione (il 'velo di Maya') — al livello più profondo, tutti gli esseri sono manifestazioni dell'unica Volontà
Biografia
Vita Iniziale
Arthur Schopenhauer nacque il 22 febbraio 1788 a Danzica (oggi Gdańsk, Polonia), in una famiglia di ricchi mercanti. Il padre, Heinrich Floris Schopenhauer, era un cosmopolita uomo d'affari; la madre, Johanna, divenne una fortunata romanziera e animatrice di salotti a Weimar. La famiglia viaggiò molto e Schopenhauer ricevette un'ampia educazione europea.
La morte del padre nel 1805 (probabilmente per suicidio) liberò Schopenhauer dalla carriera commerciale che il padre aveva pianificato per lui, consentendogli di dedicarsi alla filosofia. Studiò nelle università di Gottinga e Berlino, dove assistette alle lezioni di Fichte — e le trovò spregevoli.
Il Mondo come Volontà e Rappresentazione
Schopenhauer completò la sua tesi di dottorato, Sulla Quadruplice Radice del Principio di Ragion Sufficiente (1813), per poi dedicarsi alla sua opera capitale. Il Mondo come Volontà e Rappresentazione (Die Welt als Wille und Vorstellung) fu pubblicato nel 1818 (con data 1819), quando Schopenhauer aveva trent'anni. È una delle opere filosofiche più notevoli mai scritte da un uomo così giovane.
L'argomento centrale del libro si articola in quattro 'libri'. Il primo sviluppa l'epistemologia kantiana: il mondo come lo sperimentiamo è 'rappresentazione' (Vorstellung) — fenomeni strutturati dalle forme dello spazio, del tempo e della causalità. Il secondo compie il passo rivoluzionario: la cosa-in-sé dietro il mondo fenomenico non è il noumeno inconoscibile di Kant, bensì qualcosa che possiamo conoscere direttamente dall'interno — la Volontà (Wille), una forza irrazionale, priva di scopo e incessantemente bramosa che si manifesta come gravità nelle pietre, crescita nelle piante, desiderio negli animali e volere consapevole negli esseri umani.
Il terzo libro argomenta che l'esperienza estetica fornisce una temporanea liberazione dalla tirannia della Volontà: nella contemplazione della bellezza diventiamo 'puri soggetti conoscenti privi di volontà', liberati momentaneamente dal desiderio e dalla sofferenza. Il quarto libro affronta le implicazioni etiche: se la vita è essenzialmente sofferenza (perché la Volontà è desiderio insaziabile), allora la salvezza risiede nella compassione (riconoscere la sofferenza altrui come propria) e infine nella negazione della volontà di vivere — una rinuncia volontaria affine all'ascetismo dei santi cristiani e dei saggi indù e buddhisti.
Fallimento Accademico e Amara Rivalità
Il libro fu un insuccesso commerciale. Schopenhauer tentò una carriera accademica, programmando le proprie lezioni all'Università di Berlino alla stessa ora di quelle di Hegel — e non attirò quasi nessuno studente. Non perdonò mai Hegel, che disprezzava come un ciarlatano e un 'Calibano intellettuale', e la cui egemonia sulla filosofia tedesca considerava una catastrofe.
Tarda Maturità e Fama Tardiva
Schopenhauer visse tranquillamente a Francoforte sul Meno dal 1833 fino alla morte, mantenendo una routine disciplinata e la compagnia di una successione di barboncini (ai quali dava il nome di Atman, il concetto indù dell'io universale). I suoi saggi supplementari, Parerga e Paralipomena (1851) — in particolare gli 'Aforismi sulla saggezza della vita' — gli portarono finalmente una vasta lettura e la fama nell'ultimo decennio della sua vita.
Morì il 21 settembre 1860. La sua filosofia, ignorata per decenni, avrebbe poi influenzato Nietzsche, Wagner, Thomas Mann, Proust, Beckett, Wittgenstein, Freud e molti altri.
Eredità
Schopenhauer fu il primo grande filosofo occidentale a confrontarsi seriamente con il pensiero indù e buddhista. Il suo pessimismo, la sua analisi delle dimensioni inconsce della volontà, la sua teoria estetica e la sua etica della compassione aprirono nella filosofia nuovi percorsi che gli idealisti tedeschi più sistematici avevano precluso.
Metodi
Citazioni celebri
"La vita oscilla come un pendolo avanti e indietro tra il dolore e la noia." — Il Mondo come Volontà e Rappresentazione, §57
"La compassione è il fondamento della moralità." — Sul Fondamento della Morale, §16
"Un uomo può essere se stesso solo finché è solo; e se non ama la solitudine, non amerà la libertà." — Parerga e Paralipomena
"Il mondo è mia rappresentazione." — Il Mondo come Volontà e Rappresentazione, §1
"Il talento colpisce un bersaglio che nessun altro riesce a colpire; il genio colpisce un bersaglio che nessun altro riesce a vedere." — Il Mondo come Volontà e Rappresentazione, Vol. II
Opere principali
- On the Fourfold Root of the Principle of Sufficient Reason Trattato (1813)
- The World as Will and Representation Trattato (1818)
- On the Freedom of the Will Trattato (1839)
- On the Basis of Morality Trattato (1840)
- Parerga and Paralipomena Saggio (1851)
Ha influenzato
- Friedrich Nietzsche · influence
- Ludwig Wittgenstein · influence
- Sigmund Freud · influence
Influenzato da
- Immanuel Kant · influence
Fonti
- The World as Will and Representation (trans. E.F.J. Payne)
- Schopenhauer by Christopher Janaway (Oxford: Very Short Introductions)
- The Cambridge Companion to Schopenhauer (ed. Christopher Janaway)
- The World as Will and Idea (trans. R.B. Haldane and J. Kemp)