Protagora di Abdera
Protagora di Abdera fu il più celebre dei sofisti greci — insegnanti itineranti professionisti che, dietro compenso, insegnavano retorica, argomentazione e saggezza pratica a giovani ambiziosi. È più noto per la dottrina dell''Uomo-Misura': 'Di tutte le cose la misura è l'uomo, di quelle che sono che sono, e di quelle che non sono che non sono.' Quest'affermazione, una delle più dibattute nella storia della filosofia, è stata interpretata come un'asserzione di relativismo riguardo alla verità, alla percezione o ai valori. Protagora professava anche l'agnosticismo sugli dèi e sosteneva di insegnare la virtù politica (aretē).
Idee chiave
Contributi principali
- ● Articolò la dottrina dell'Uomo-Misura — la formulazione più influente del relativismo nel pensiero occidentale
- ● Pioniere del metodo delle antilogie: argomentare sistematicamente entrambi i lati di qualsiasi questione
- ● Prima espressione nota di agnosticismo filosofico sull'esistenza degli dèi
- ● Sostenne che la virtù politica (aretē) è insegnabile — fondamentale per la teoria educativa occidentale
- ● Contribuì a stabilire la retorica e l'argomentazione come discipline di studio
- ● Redasse le leggi per la colonia di Turi, dimostrando l'impegno filosofico con la governance pratica
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ L'uomo è la misura di tutte le cose — di quelle che sono che sono, e di quelle che non sono che non sono
- ✓ Su ogni argomento ci sono due discorsi (logoi) contrapposti
- ✓ Sugli dèi non sono in grado di sapere se esistono o no — l'argomento è oscuro e la vita umana è breve
- ✓ La virtù politica può essere insegnata ed è ciò che il sofista professa di insegnare
- ✓ Nessuna credenza è più 'vera' di un'altra, ma alcune sono più vantaggiose
Biografia
Vita
Protagora nacque intorno al 490 a.C. ad Abdera, la stessa città della Tracia che diede i natali a Democrito. Secondo la tradizione, trascorse la maggior parte della sua carriera viaggiando per il mondo greco, insegnando nelle principali città e guadagnando immensa fama e ricchezza. Visitò Atene in diverse occasioni e divenne strettamente associato a Pericle, che lo incaricò di redigere le leggi per la nuova colonia ateniese di Turi nell'Italia meridionale (intorno al 444 a.C.) — un notevole segno di fiducia politica.
Protagora fu presumibilmente la prima persona a far pagare per insegnare, e le fonti antiche dicono che accumulò grande ricchezza grazie alla sua professione. Era il rappresentante più prominente del movimento sofistico — un gruppo di intellettuali itineranti che insegnavano retorica, argomentazione, grammatica e virtù civica durante l'età dell'oro di Atene.
La Dottrina dell'Uomo-Misura
La più famosa affermazione di Protagora apre la sua opera 'Verità' (Alētheia): "Di tutte le cose la misura è l'uomo (anthrōpos metron), di quelle che sono che sono, e di quelle che non sono che non sono." L'interpretazione di questa affermazione è stata dibattuta per oltre due millenni.
Platone, nel Teeteto, la interpreta come un relativismo percettivo radicale: per ogni individuo, le cose sono come appaiono a quell'individuo. Se il vento ti sembra freddo a te e caldo a me, allora È freddo per te e caldo per me, e nessuno dei due giudizi è più 'vero' dell'altro. Non esiste un vento-in-sé al di là di come appare ai singoli percipenti.
Interpretazioni più ampie estendono questo al relativismo culturale: ciò che è giusto, nobile o buono varia tra le comunità, e non esiste uno standard esterno mediante il quale le norme di una comunità possano essere giudicate superiori a quelle di un'altra. Tuttavia Protagora potrebbe essere stato più moderato di quanto il ritratto platonico suggerisca. Nel 'Grande Discorso' a lui attribuito nel Protagora di Platone, sostiene che sebbene nessuna opinione sia più 'vera' di un'altra, alcune sono più vantaggiose o utili — e l'abilità del sofista sta nell'aiutare persone e città a passare da credenze meno vantaggiose a credenze più vantaggiose.
Sugli Dèi
Il trattato di Protagora 'Sugli Dèi' si apriva presumibilmente con: "Sugli dèi non sono in grado di sapere se esistono o non esistono, né come sono nella loro forma; perché vi sono molte cose che impediscono la conoscenza — l'oscurità dell'argomento e la brevità della vita umana." Questa dichiarazione agnostica fu presumibilmente la causa del suo processo per empietà (asebeia) ad Atene, sebbene i dettagli e la cronologia siano incerti. Alcune fonti dicono che i suoi libri furono bruciati pubblicamente nell'agorà — il primo rogo di libri registrato nella storia occidentale.
Insegnare la Virtù
Nel dialogo platonico Protagora, il sofista fa un'audace affermazione: insegna la virtù politica (politikē aretē) — la capacità di essere un cittadino efficace, di deliberare bene su questioni pubbliche e private, e di gestire la casa e la città. Questa affermazione era controversa perché Socrate e altri mettevano in dubbio se la virtù potesse essere insegnata. Protagora difende la sua posizione con un famoso mito su Prometeo ed Epimeteo, sostenendo che Zeus diede a tutti gli esseri umani una quota di giustizia (dikē) e vergogna (aidōs), così che la virtù politica è universale in potenza ma richiede coltivazione attraverso l'educazione.
Antilogie
Protagora insegnava il metodo delle antilogie (antilogiai) — la tecnica di argomentare entrambi i lati di qualsiasi questione. Sosteneva presumibilmente che "su ogni argomento ci sono due discorsi contrapposti" (duo logoi). Quest'abilità aveva un enorme valore pratico nella vita democratica ateniese, dove il successo nell'assemblea e nei tribunali dipendeva dall'abilità retorica. I critici vedevano in ciò l'insegnamento di come rendere più forte l'argomento più debole (ton hēttō logon kreittō poiein), essenzialmente una formazione alla manipolazione. Ma Protagora potrebbe aver inteso qualcosa di più filosofico: il riconoscimento che ogni questione ha molteplici prospettive difendibili.
Eredità
Protagora morì intorno al 420 a.C., presumibilmente in un naufragio mentre lasciava Atene dopo il suo processo. La sua influenza fu enorme. Si trova all'origine della tradizione occidentale del relativismo, del pragmatismo e della teoria retorica. Platone gli dedicò due importanti dialoghi (Protagora e Teeteto), e la sua dottrina dell'Uomo-Misura è stata ripresa in varie forme da pensatori da Sesto Empirico a Nietzsche fino ai pragmatisti contemporanei.
Metodi
Citazioni celebri
"L'uomo è la misura di tutte le cose: di quelle che sono che sono, e di quelle che non sono che non sono" — Frammento B1, 'Verità'
"Sugli dèi non sono in grado di sapere se esistono o non esistono, né come sono nella loro forma" — Frammento B4, 'Sugli Dèi'
"Ci sono due lati per ogni questione" — Attribuito a Protagora
"L'educazione non mette radici nell'anima a meno che non si vada in profondità" — Attribuito a Protagora
Opere principali
- Truth (Alētheia) or The Throws Trattato (450 BCE)
- Antilogies (Antilogiai) Trattato (445 BCE)
- On the Gods Trattato (440 BCE)
Ha influenzato
- Socrates · influence
Fonti
- Rosamond Kent Sprague (ed.), 'The Older Sophists' (Hackett, 2001)
- Edward Schiappa, 'Protagoras and Logos' (2nd ed., University of South Carolina Press, 2003)
- Plato, 'Protagoras' and 'Theaetetus' (primary sources for Protagoras' doctrines)
- G. B. Kerferd, 'The Sophistic Movement' (Cambridge UP, 1981)
- Diogenes Laërtius, 'Lives of the Eminent Philosophers' IX.50–56