Placide Tempels
Placide Frans Tempels fu un missionario francescano belga che operò nel Congo Belga e la cui opera *Filosofia bantu* (1945) divenne al contempo il testo fondatore della filosofia africana accademica e uno dei suoi lasciti più controversi. Argomentando contro i presupposti coloniali e missionari circa la vacuità intellettuale africana, Tempels sostenne che i popoli di lingua bantu possedevano una visione del mondo metafisica coerente e sistematica, incentrata sul concetto di 'forza vitale' (*force vitale*), in cui l'essere stesso è inteso come energia vitale dinamica, relazionale e graduata. Il lascito dell'opera è profondamente ambivalente: fu allo stesso tempo un genuino atto di rispetto intellettuale verso il pensiero africano e, secondo i critici, un'appropriazione al servizio di scopi coloniali e missionari.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Sostenne, contro i presupposti coloniali, che i popoli di lingua bantu possiedono una visione del mondo metafisica coerente, inaugurando così la filosofia africana accademica
- ● Sviluppò l'ontologia della 'forza vitale' come presunta categoria centrale della metafisica bantu
- ● Catalizzò il dibattito sull'«etnofilosofia» che ha definito le dispute metodologiche nella filosofia africana per cinque decenni
- ● Fornì il bersaglio primario per la critica di Hountondji, che stabilì l'alternativa critico-individualistica nella filosofia africana
- ● Influenzò la teologia cristiana africana attraverso il movimento jamaa
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ I popoli di lingua bantu condividono un quadro metafisico coerente in cui l'essere è inteso come forza vitale, non come sostanza statica
- ✓ Le forze sono ordinate gerarchicamente, con Dio come forza suprema, seguito dagli antenati, dagli esseri umani, dagli animali e dai minerali
- ✓ L'obiettivo della vita morale e religiosa bantu è l'aumento e la preservazione della forza vitale
- ✓ Comprendere l'ontologia bantu è prerequisito per un efficace lavoro missionario cristiano tra i popoli africani
- ✓ Il pensiero africano costituisce una filosofia genuina, sebbene espressa nella pratica collettiva piuttosto che in trattati sistematici scritti
Biografia
Vita e lavoro missionario nel Congo
Placide Frans Tempels nacque il 18 febbraio 1906 a Berlaar, in Belgio. Entrò nell'Ordine Francescano e fu ordinato sacerdote, prestando poi servizio come missionario nel Congo Belga (oggi Repubblica Democratica del Congo) dal 1933 al 1946 e nuovamente in seguito. Lavorò principalmente tra i popoli Luba-Katanga nell'attuale Congo meridionale, e fu attraverso il prolungato impegno pastorale con le comunità Luba che sviluppò le osservazioni che sarebbero diventate Filosofia bantu.
Tempels giunse al suo progetto filosofico attraverso un problema pastorale pratico: perché i metodi missionari cristiani standard non riuscivano a penetrare negli impegni intellettuali e spirituali più profondi del popolo congolese? Concluse che i missionari avevano sistematicamente frainteso i loro interlocutori, presupponendo o la completa assenza di pensiero sistematico o la presenza di idee strutturalmente identiche a quelle europee.
Filosofia bantu: l'argomento
Bantoe-filosofie fu scritta in olandese nel 1944 e pubblicata per la prima volta in francese come La philosophie bantoue nel 1945. L'argomento centrale procede in tre tappe: i popoli di lingua bantu condividono un comune quadro metafisico di fondo; la categoria fondamentale di tale quadro non è l'«essere» nel senso statico e sostanzialistico dell'ontologia occidentale, bensì la «forza vitale» dinamica e relazionale; l'obiettivo della vita umana è l'aumento e la preservazione di tale forza vitale.
Ricezione critica e il dibattito sull'«etnofilosofia»
L'impatto di Filosofia bantu sulla storia intellettuale africana fu immenso e immensamente controverso. Il filosofo beninese Paulin Hountondji coniò il termine «etnofilosofia» per criticare l'approccio di Tempels, accusandolo di essere filosoficamente confuso, empiricamente dubbio e politicamente sospetto. La critica fu estesa da Marcien Towa, Kwame Anthony Appiah e altri.
Tempels e il movimento jamaa
Il lavoro pastorale di Tempels produsse un significativo lascito pratico sotto forma del movimento jamaa (jamaa in swahili significa «famiglia» o «comunità»), un movimento di rinnovamento carismatico all'interno del cattolicesimo che enfatizzava l'«incontro» (kukutana) tra missionario e cristiano africano come mutuo arricchimento.
Legato
Tempels tornò in Belgio nel 1946 e morì il 9 ottobre 1977 ad Hasselt. Il lascito di Filosofia bantu rimane genuinamente ambivalente: testo fondatore che rese visibile la filosofia africana nel mondo accademico e, al contempo, documento coloniale profondamente problematico.
Metodi
Citazioni celebri
"L'ontologia bantu si fonda non su un concetto statico ma dinamico dell'essere. Ogni essere è forza, ogni forza è essere." — Filosofia bantu (1945)
"I bantu mirano a preservare e ad aumentare la forza vitale. Tutta la vita è forza vitale; il grande scopo dell'esistenza è avere più essere vitale." — Filosofia bantu (1945)
"Per i bantu, l'uomo non è un concetto statico ma dinamico — una forza che si intensifica o diminuisce." — Filosofia bantu (1945)
Opere principali
- Bantoe-filosofie (Bantu Philosophy) Libro (1945)
- Notre rencontre (Our Encounter) Libro (1962)
Ha influenzato
- Paulin Hountondji · Influenza intellettuale
Fonti
- Tempels, Placide. Bantu Philosophy. Trans. Colin King. Paris: Présence Africaine, 1959.
- Hountondji, Paulin J. African Philosophy: Myth and Reality. Trans. Henri Evans. Bloomington: Indiana University Press, 1983.
- Mudimbe, V.Y. The Invention of Africa: Gnosis, Philosophy, and the Order of Knowledge. Bloomington: Indiana University Press, 1988.
- Smet, A.J. Histoire de la philosophie africaine. Kinshasa: Faculté de Théologie Catholique, 1980.
- Oruka, H. Odera. Trends in Contemporary African Philosophy. Nairobi: Shirikon Publishers, 1990.
- Wiredu, Kwasi. A Companion to African Philosophy. Oxford: Blackwell, 2004.
- Stanford Encyclopedia of Philosophy — African Philosophy
- Gyekye, Kwame. An Essay on African Philosophical Thought. Philadelphia: Temple University Press, 1995.