Michel de Montaigne
Michel Eyquem de Montaigne fu un nobile e scrittore francese del Rinascimento che inventò il saggio come forma letteraria e filosofica. I suoi tre volumi di Saggi — una sostenuta ed estremamente onesta esplorazione della propria mente, del proprio corpo e della propria esperienza — costituiscono uno dei risultati più originali della letteratura e della filosofia occidentali. Scrivendo in un'era di guerre religiose e dogmatismo intellettuale, Montaigne sviluppò uno scrupoloso scetticismo, una tolleranza umanista e un'attenzione senza precedenti alle particolarità del sé che anticipò la modernità di secoli.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Inventò il saggio (essai) come forma filosofica e letteraria — un modo di pensiero esplorativo, personale e non sistematico
- ● Ravvivò e diffuse il pirronismo nella prima Europa moderna attraverso l''Apologia di Raimondo Sebond'
- ● Fu pioniere dell'esame radicale di sé come metodo filosofico, anticipando la soggettività moderna
- ● Sviluppò una sofisticata critica dell'etnocentrismo e del relativismo culturale in saggi come 'Dei Cannibali'
- ● Articolò una filosofia dell'esperienza incarnata che si rifiuta di separare mente e corpo
- ● Modellò la tolleranza e la moderazione intellettuale in un'era di fanatismo e guerra religiosa
- ● Influenzò lo sviluppo della prosa francese e la tradizione dei moralisti (La Rochefoucauld, Pascal, La Bruyère)
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Que sais-je? — il giusto atteggiamento filosofico è quello del giudizio sospeso e del riconoscimento onesto dell'ignoranza
- ✓ Il sé non è fisso ma perpetuamente in divenire — 'Non ritraggo l'essere; ritraggo il passare'
- ✓ L'abitudine e la consuetudine, non la ragione, sono le principali guide della credenza e del comportamento umani
- ✓ I cosiddetti popoli 'barbari' possono essere più vicini alla natura e alla virtù degli europei 'civili'
- ✓ La filosofia deve insegnarci come morire — ma ancora di più come vivere pienamente e onestamente
- ✓ Il corpo ha la sua sapienza; la filosofia astratta sbaglia quando disprezza l'esperienza incarnata
- ✓ Ogni persona porta l'intera forma della condizione umana — verità universali emergono dall'onesta osservazione del particolare
- ✓ La diversità e l'inconsistenza all'interno di una stessa persona non sono difetti ma la condizione naturale dell'umanità
Biografia
Giovinezza
Michel Eyquem de Montaigne nacque il 28 febbraio 1533 al Château de Montaigne, nella regione del Périgord nel sud-ovest della Francia. La sua famiglia era ascesa dalla classe mercantile alla piccola nobiltà; suo padre Pierre Eyquem aveva idee educative progressiste e fece crescere il figlio neonato con precettori di lingua tedesca affinché il latino fosse la sua prima lingua. Fino ai sei anni Montaigne non sentì il francese, assorbendo il latino classico come lingua materna.
Studiò legge, probabilmente all'Università di Tolosa, e servì come magistrato nel Parlamento di Bordeaux dal 1557 al 1570. Lì strinse l'amicizia più importante della sua vita, con Étienne de La Boétie, collega magistrato, umanista e autore del Discorso sulla Servitù Volontaria. La morte di La Boétie nel 1563, a 32 anni, fu l'evento emotivo centrale della vita di Montaigne; i Saggi possono essere letti in parte come un tentativo di colmare il vuoto lasciato da questa perdita.
Il Ritiro e i Saggi
Nel 1571, al suo 38.º compleanno, Montaigne si ritirò dalla vita pubblica nella biblioteca della torre del suo castello, dove iscrisse sulle travi massime scettiche di Sesto Empirico, dell'Ecclesiaste e di altre fonti. Iniziò a scrivere quelli che chiamava essais — 'tentativi' — brevi esplorazioni in prosa di argomenti che spaziavano dai cannibali alle carrozze, dall'amicizia alla paura, dall'educazione dei figli all'esperienza dei calcoli renali.
I primi due libri dei Saggi furono pubblicati nel 1580. Nel corso dei dodici anni successivi Montaigne li rivide, ampliò e integrò continuamente, pubblicando una seconda edizione nel 1582 e una terza, sostanzialmente arricchita (con il nuovo Libro III), nel 1588. Alla sua morte lasciò una copia personale — l'«Esemplare di Bordeaux» — coperta di aggiunte e correzioni manoscritte, che costituisce la base delle edizioni moderne.
Sviluppo Filosofico
Gli studiosi identificano tradizionalmente tre fasi nello sviluppo filosofico di Montaigne. I saggi iniziali (Libro I) sono fortemente influenzati dallo stoicismo, in particolare di Seneca, e si concentrano su temi di costanza, morte e risoluzione morale. Il periodo intermedio, incentrato sulla monumentale 'Apologia di Raimondo Sebond' (il saggio più lungo, che occupa la maggior parte del Libro II), rappresenta un profondo confronto con lo scetticismo pirroniano: Montaigne dispiega l'intero arsenale degli argomenti scettici antichi per demolire le pretese umane alla conoscenza certa, concludendo con la domanda 'Que sais-je?' ('Che so io?').
I saggi tardi (Libro III) vanno oltre sia lo stoicismo sia lo scetticismo verso una matura e affermativa filosofia dell'esperienza incarnata. Montaigne abbraccia il flusso e la varietà della vita umana, trovando saggezza non in principi astratti ma nell'onesta auto-osservazione e nell'accettazione della propria natura. Il celebre saggio 'Dell'esperienza' (III.13) è il culmine di questa traiettoria.
Morte ed Eredità
Montaigne morì il 13 settembre 1592 nel suo castello, all'età di 59 anni, di quinsy (una complicazione della tonsillite) aggravata dai calcoli renali che lo avevano tormentato per anni. I suoi Saggi furono curati postumi dalla sua esecutrice letteraria Marie de Gournay, che sarebbe diventata una delle prime donne a raggiungere riconoscimento come scrittrice ed editrice.
L'influenza di Montaigne è incommensurabile. Creò virtualmente il concetto moderno del sé come oggetto degno di sostenuta attenzione filosofica. Il suo scetticismo, la sua tolleranza, la sua insistenza sulla variabilità e inconsistenza della natura umana e il suo luminoso stile in prosa lo resero una figura fondante per pensatori come Pascal e Descartes, Nietzsche, Emerson e tutta la tradizione del saggio personale.
Metodi
Citazioni celebri
"Che so io? (Que sais-je?)" — Saggi, II.12, 'Apologia di Raimondo Sebond'
"Non ritraggo l'essere; ritraggo il passare." — Saggi, III.2, 'Del pentimento'
"Ogni uomo porta in sé la forma intera della condizione umana." — Saggi, III.2, 'Del pentimento'
"Non v'è desiderio più naturale del desiderio di conoscenza." — Saggi, III.13, 'Dell'esperienza'
"Filosofare è imparare a morire." — Saggi, I.20 (da Cicerone)
Opere principali
- Essais Saggio (1580)
- Apology for Raymond Sebond Saggio (1580)
- Travel Journal Libro (1774)
Ha influenzato
- René Descartes · influence
- Blaise Pascal · influence
- Friedrich Nietzsche · influence
Influenzato da
- Sextus Empiricus · influence
Fonti
- The Complete Essays (trans. M.A. Screech)
- How to Live: Or A Life of Montaigne by Sarah Bakewell
- Montaigne and the Quality of Mercy by David Quint
- The Cambridge Companion to Montaigne (ed. Ullrich Langer)