Lucrezio
Tito Lucrezio Caro fu un poeta-filosofo romano che compose il *De Rerum Natura* (Sulla natura delle cose), uno dei più grandi poemi filosofici mai scritti. In sei libri di magnifici esametri, Lucrezio espone il sistema epicureo — fisica atomica, mortalità dell'anima, origini della civiltà e natura della sensazione, dell'amore e della malattia — con l'esplicito proposito di liberare l'umanità dalla paura della morte e degli dèi. Il poema andò perduto per oltre mille anni prima di essere riscoperto nel 1417, evento che Stephen Greenblatt ha sostenuto aver contribuito a scatenare il Rinascimento.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Compose l'esposizione sopravvissuta più completa della fisica atomica epicurea
- ● Presentò in forma letteraria gli argomenti antichi più potenti contro la paura della morte
- ● Sviluppò un resoconto naturalistico delle origini della civiltà e delle istituzioni umane
- ● Creò uno dei più grandi poemi filosofici in qualsiasi lingua
- ● La riscoperta del poema nel 1417 catalizzò il naturalismo rinascimentale e la prima scienza moderna
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Nulla nasce dal nulla; nulla si riduce al nulla
- ✓ L'universo è composto interamente di atomi e vuoto
- ✓ L'anima è materiale e mortale — nasce con il corpo e muore con esso
- ✓ La morte non è nulla per noi — dove c'è la morte, noi non ci siamo; dove ci siamo noi, la morte non c'è
- ✓ Gli dèi esistono ma non si curano delle vicende umane
- ✓ La religione è fonte di più mali che di beni
- ✓ La civiltà è sorta naturalmente dall'invenzione umana, non da un dono divino
Biografia
Vita
Quasi nulla si sa della vita di Lucrezio. Nacque intorno al 99 a.C. e morì intorno al 55 a.C. La Cronaca di Girolamo riporta la storia che Lucrezio sarebbe stato reso folle da un filtro d'amore, scrisse il suo poema negli intervalli di lucidità e si suicidò — ma questo resoconto, scritto secoli dopo da un apologeta cristiano ostile all'epicureismo, è ampiamente messo in dubbio dagli studiosi moderni. Cicerone, suo contemporaneo, menziona il poema con ammirazione, e questa è praticamente tutta la testimonianza contemporanea che abbiamo.
De Rerum Natura
Il poema è dedicato all'aristocratico romano Gaio Memmio e mira a convertirlo alla filosofia epicurea. Lucrezio presenta il sistema epicureo con appassionata convinzione e straordinaria potenza poetica:
Libro I: Principi fondamentali — nulla nasce dal nulla, nulla si riduce al nulla, l'universo è composto di atomi e vuoto.
Libro II: Le proprietà e i movimenti degli atomi, inclusa la celebre deviazione (clinamen). L'infinità della materia e dei mondi.
Libro III: La natura e la mortalità dell'anima. L'anima è materiale (composta di atomi), nasce con il corpo e muore con esso. Perciò la morte non è da temere.
Libro IV: La teoria della sensazione e del pensiero. La percezione avviene attraverso pellicole atomiche (simulacra). Contiene una famosa sezione sulle illusioni dell'amore sessuale.
Libro V: Le origini del mondo e lo sviluppo della civiltà — dall'umanità primitiva fino all'invenzione del linguaggio, del fuoco, dell'agricoltura, del diritto e delle arti.
Libro VI: Fenomeni meteorologici e geologici — tuoni, fulmini, terremoti, vulcani, epidemie — tutti spiegati attraverso cause naturali. Si conclude con il devastante resoconto della peste di Atene.
Importanza Filosofica
Lucrezio è la fonte più importante della fisica epicurea — il suo resoconto della teoria atomica è molto più dettagliato di quanto sopravviva dello stesso Epicuro. I suoi argomenti contro la paura della morte sono tra i più potenti mai composti. L'argomento della simmetria (la non esistenza prenatale non ci ha disturbati, quindi quella post mortem non dovrebbe farlo) e l'argomento dell'annientamento (la morte è la fine della sensazione, e ciò che non può essere percepito non può nuocerci) restano centrali nei dibattiti filosofici sulla morte.
Eredità
Il poema era noto a Virgilio e Ovidio, ma cadde gradualmente in disuso. Nel 1417, l'umanista italiano Poggio Bracciolini scoprì un manoscritto in un monastero tedesco, riportando il De Rerum Natura alla coscienza europea. Il suo atomismo influenzò Gassendi, Boyle e Newton; il suo naturalismo influenzò Machiavelli e l'Illuminismo; il suo naturalismo poetico influenzò innumerevoli scrittori, da Montaigne a Darwin.
Metodi
Citazioni celebri
"Nulla può essere creato dal nulla." — De Rerum Natura I
"La natura della mente e dell'anima è corporea." — De Rerum Natura III
"Tanto male poté indurre la religione (tantum religio potuit suadere malorum)." — De Rerum Natura I
"La morte non è nulla per noi e non ci riguarda minimamente, poiché la natura della mente è mortale." — De Rerum Natura III
"È dolce, quando i venti agitano le acque di un grande mare, guardare dalla riva la grande tribolazione altrui." — De Rerum Natura II
"Le gocce di pioggia fanno un buco nella pietra, non con la forza, ma cadendo spesso." — De Rerum Natura I
Opere principali
- De Rerum Natura (On the Nature of Things) Altro (55 BCE)
Influenzato da
- Epicurus · influence
Fonti
- David Sedley, 'Lucretius and the Transformation of Greek Wisdom' (Cambridge UP, 1998)
- Monica Gale, 'Lucretius and the Didactic Epic' (Bristol Classical Press, 2001)
- Stephen Greenblatt, 'The Swerve: How the World Became Modern' (W. W. Norton, 2011)
- A. A. Long and D. N. Sedley, 'The Hellenistic Philosophers' vol. 1 (Cambridge UP, 1987)