Julia Kristeva
Julia Kristeva è una filosofa, psicanalista, critica letteraria e romanziera bulgaro-francese la cui opera sulla semiotica, l'abiezione, l'intertestualità e il rapporto tra linguaggio e corpo ha influenzato profondamente la teoria letteraria, la filosofia femminista e gli studi culturali. La sua distinzione tra il semiotico e il simbolico — due modalità di significazione radicate nel corpo pre-edipico e nella legge del linguaggio rispettivamente — offre un quadro per comprendere come la poesia, l'arte e la vita psichica perturbino ed eccedano l'ordine razionale del senso.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Introdusse il concetto di intertestualità — ogni testo è un mosaico di citazioni e trasformazioni di altri testi
- ● Distinse tra il semiotico (pre-verbale, corporeo, ritmico) e il simbolico (grammaticale, proposizionale) come due modalità di significazione
- ● Sviluppò il concetto di abiezione come processo psichico di costituzione dell'io mediante l'espulsione di ciò che ne minaccia i confini
- ● Analizzò il linguaggio poetico come rivoluzionario: l'irruzione del semiotico nel simbolico che perturba il senso razionale
- ● Esplorò il rapporto tra malinconia, perdita dell'oggetto materno e creazione artistica
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Ogni testo è un mosaico intertestuale — una trasformazione e assorbimento di altri testi
- ✓ La significazione opera attraverso due modalità: il semiotico (pre-verbale, corporeo, ritmico) e il simbolico (grammaticale, logico)
- ✓ Il linguaggio poetico è rivoluzionario perché consente al semiotico di irrompere nel simbolico, perturbando il senso razionale
- ✓ L'abiezione è il meccanismo psichico fondamentale attraverso cui il soggetto si costituisce espellendo ciò che minaccia i suoi confini
- ✓ Lo straniero che temiamo fuori è una proiezione dell'inquietante estraneità che portiamo dentro di noi
- ✓ La depressione è una risposta alla perdita della 'Cosa' materna — l'attaccamento pre-edipico che il linguaggio non riesce a rappresentare pienamente
Biografia
Vita e Formazione
Julia Kristeva nacque il 24 giugno 1941 a Sliven, in Bulgaria. Studiò linguistica e letteratura a Sofia prima di trasferirsi a Parigi nel 1965, dove svolse il dottorato sotto la guida di Lucien Goldmann e Roland Barthes. Entrò rapidamente a far parte del circolo intellettuale intorno alla rivista Tel Quel, accanto a Philippe Sollers (che avrebbe sposato in seguito), Derrida, Barthes e Foucault.
Semiotica e Intertestualità
Kristeva introdusse il concetto di «intertestualità» — l'idea che ogni testo sia un mosaico di citazioni, assorbimenti e trasformazioni di altri testi. Questo concetto, sviluppato nella sua opera semiotica iniziale Semeiotikè (1969), è diventato uno dei termini più utilizzati nella teoria letteraria e culturale.
La Rivoluzione del Linguaggio Poetico (1974)
La rivoluzione del linguaggio poetico (1974), tesi di dottorato di Kristeva, sviluppò il suo quadro teorico più originale. Distinse tra due modalità di significazione: il semiotico (dal greco semeion, segno) — la dimensione pre-verbale, ritmica e pulsionale del linguaggio radicata nel rapporto corporeo del neonato con la madre — e il simbolico — la dimensione grammaticale, logica e proposizionale del linguaggio governata da regole e dalla legge del padre.
Il linguaggio poetico è rivoluzionario perché consente al semiotico di irrompere nel simbolico, perturbando l'ordine razionale del senso attraverso ritmo, suono e pulsioni corporee. I poeti d'avanguardia Lautréamont e Mallarmé esemplificano questa irruzione.
Poteri dell'orrore: L'abiezione (1980)
Poteri dell'orrore (1980) introdusse il concetto di abiezione — il processo psichico di espulsione di ciò che minaccia i confini dell'io e dell'ordine sociale. L'abietto non è né soggetto né oggetto, ma ciò che turba l'identità, il sistema e l'ordine: cadaveri, fluidi corporei, il corpo materno. Kristeva analizzò l'abiezione nelle proibizioni religiose (Levitico), nella letteratura (Céline) e nella vita psichica.
Opere Successive
Sole nero: Depressione e malinconia (1987) esplorò la depressione come risposta alla perdita dell'oggetto materno. Stranieri a se stessi (1988) esaminò la figura dello straniero nella cultura occidentale, sostenendo (attraverso il concetto freudiano dell'Unheimliche) che lo straniero che temiamo fuori è una proiezione dell'estraneità che portiamo dentro. Kristeva è psicanalista praticante e professoressa emerita all'Università Paris Diderot.
Metodi
Citazioni celebri
"Ogni testo si costruisce come un mosaico di citazioni; ogni testo è assorbimento e trasformazione di un altro testo." — Desiderio nel linguaggio (sull'intertestualità)
"L'abietto ha solo una qualità dell'oggetto — quella di essere opposto all'Io." — Poteri dell'orrore
"Stranamente, lo straniero abita in noi: è il volto nascosto della nostra identità." — Stranieri a se stessi
"Se è vero che ogni lingua nazionale ha il suo linguaggio onirico, allora ciascuna delle grandi lingue europee ha il suo linguaggio poetico." — La rivoluzione del linguaggio poetico
Opere principali
- Semeiotikè Libro (1969)
- Revolution in Poetic Language Libro (1974)
- Powers of Horror Libro (1980)
- Black Sun Libro (1987)
- Strangers to Ourselves Libro (1988)
- Hannah Arendt Libro (1999)
Ha influenzato
- Judith Butler · Influenza intellettuale
Influenzato da
- Roland Barthes · Influenza intellettuale
- Jacques Lacan · Influenza intellettuale
Fonti
- Stanford Encyclopedia of Philosophy
- Julia Kristeva (Oliver, 1997)
- The Cambridge Companion to Kristeva (forthcoming)
- Kristeva: Thresholds (McAfee, 2003)