José Carlos Mariátegui
José Carlos Mariátegui fu un intellettuale marxista peruviano e organizzatore politico i cui 'Sette saggi di interpretazione della realtà peruviana' (1928) rimangono l'opera più originale di analisi marxista prodotta in America Latina, notevole per la sua insistenza sul fatto che la rivoluzione socialista in Perù deve confrontarsi con la cultura e la comunità indigene (il 'problema dell'indio') piuttosto che trattarle come ostacoli pre-politici alla modernizzazione. Mariátegui sviluppò un socialismo indoamericano che rifiutò di applicare meccanicamente i modelli rivoluzionari europei alle condizioni andine, trovando nelle tradizioni comunitarie indigene dell'ayllu un impulso socialista autoctono che precedeva e potenzialmente superava il socialismo europeo.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Produsse l'opera più originale di analisi marxista latinoamericana, integrando la cultura andina indigena nella teoria socialista
- ● Sostenne che il 'problema dell'indio' in Perù è fondamentalmente un problema economico di distribuzione della terra radicato nel latifondismo coloniale
- ● Identificò l'ayllu indigeno (proprietà comunitaria della terra) come un'istituzione socialista autoctona che precede il marxismo europeo
- ● Sviluppò il concetto di 'marxismo eroico' che incorpora mito, volontà e vitalismo contro il determinismo storico meccanicistico
- ● Fondò *Amauta* (1926–1930), la rivista politico-culturale più influente della storia peruviana
- ● Fondò il Partito Socialista Peruviano (1928) e la Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù (1929)
- ● Anticipò il pensiero decoloniale rifiutandosi di trattare i modelli rivoluzionari europei come universalmente applicabili
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Il 'problema dell'indio' in Perù non è di razza o cultura ma di terra: la distruzione della proprietà comunitaria indigena da parte del latifondismo
- ✓ L'ayllu indigeno incarna una forma di socialismo comunitario che è una risorsa rivoluzionaria autoctona, non un ostacolo pre-moderno
- ✓ I movimenti rivoluzionari richiedono vitalità mitica — una visione unificante che mobilizzi la volontà — non solo analisi economica
- ✓ Il socialismo peruviano e latinoamericano deve essere indoamericano, radicato nelle realtà locali, e non un prodotto europeo meccanicamente applicato
- ✓ Cultura ed economia sono inseparabili: una letteratura genuinamente nazionale deve confrontarsi con la realtà sociale dell'oppressione indigena e del retaggio coloniale
Biografia
Prima vita e autoformazione
José Carlos Mariátegui La Chira nacque il 14 giugno 1894 a Moquegua, in Perù, in circostanze modeste. Una malattia infantile lo lasciò permanentemente zoppo di una gamba, che dovette in seguito essere amputata. Le difficoltà finanziarie impedirono un'istruzione universitaria formale; Mariátegui si formò invece nelle tipografie di Lima, lavorando come tipografo e giornalista dai quattordici anni.
Il suo giornalismo giovanile a Lima era caratterizzato da esteticismo letterario bohémien e dall'impegno con l'avanguardia, ma la trasformazione decisiva avvenne con i suoi anni in Europa (1919–1923), finanziati da una borsa governativa destinata ad allontanare il turbolento giovane radicale dal Perù. In Italia, fu testimone delle occupazioni di fabbrica del Biennio Rosso (1919–1920), dell'ascesa del fascismo e dei primi lavori organizzativi di Antonio Gramsci. Lesse Marx, Georges Sorel, Henri Bergson, Benedetto Croce, Romain Rolland e Miguel de Unamuno con straordinaria intensità, sintetizzando quello che chiamò 'un marxismo heroico' — un marxismo eroico e vitalista intriso dell'energia filosofica del mito e della volontà.
Ritorno in Perù e formazione intellettuale
Ritornato in Perù nel 1923, Mariátegui si immerì nella vita intellettuale di Lima con occhi trasformati. Tenne una celebrata serie di conferenze all'Universidad Popular González Prada e intraprese il giornalismo e il lavoro organizzativo che avrebbero occupato il resto della sua breve vita. Fondò la rivista Amauta (1926–1930), la più importante rivista culturale e politica della storia peruviana, che riunì politica socialista, estetica d'avanguardia e studi culturali andini sotto un'unica visione editoriale.
Amauta (la parola quechua per 'saggio insegnante') fu scelta deliberatamente per segnalare che il marxismo di Mariátegui sarebbe stato radicato nella cultura andina indigena piuttosto che semplicemente importato dall'Europa. La rivista pubblicava non solo analisi politica marxista ma anche poesia, pittura, etnografia, critica letteraria e saggio filosofico — incarnando la convinzione di Mariátegui che la rivoluzione intellettuale di cui il Perù aveva bisogno fosse tanto culturale quanto economica.
Sette saggi di interpretazione della realtà peruviana
Siete ensayos de interpretación de la realidad peruana (1928) è il capolavoro di Mariátegui. Il libro applica l'analisi marxista alla storia e alla società peruviana con una concretezza e un'originalità che lo distinguono nettamente sia dall'ortodossia marxista metropolitana sia dall'imitazione superficiale latinoamericana.
Il saggio filosoficamente più significativo è 'Il problema dell'indio', dove Mariátegui opera una rottura decisiva sia con gli approcci liberali sia con quelli marxisti ortodossi. Contro la visione liberale che il problema della maggioranza indigena del Perù fosse di educazione o arretratezza culturale, e contro la tendenza marxista a vedere le comunità indigene come sopravvivenze pre-politiche da dissolvere nel proletariato, Mariátegui sostenne che il 'problema dell'indio' è fondamentalmente un problema economico e sociale — un problema di terra. La radice dell'oppressione indigena risiede nella distruzione della proprietà comunitaria della terra dell'ayllu (la comunità andina tradizionale) da parte del latifondismo coloniale e poi repubblicano.
Ma Mariátegui andò oltre: sostenne che le tradizioni comunitarie dell'ayllu indigeno — la proprietà collettiva della terra, l'organizzazione cooperativa del lavoro — costituivano una forma autoctona di socialismo che precedeva il marxismo europeo e poteva fornire una base più organica per la trasformazione socialista in Perù rispetto al solo proletariato industriale. Fu una mossa profondamente eterodossa: invece di trattare la cultura indigena come un ostacolo alla modernità, Mariátegui la vedeva come una risorsa rivoluzionaria.
Il saggio su 'Letteratura e società' estese l'analisi di Mariátegui alla produzione culturale, sostenendo che una letteratura peruviana genuinamente nazionale deve confrontarsi con la realtà dell'indio, dell'hacienda e del retaggio coloniale piuttosto che imitare le forme metropolitane europee. I saggi sulla religione analizzarono il ruolo della Chiesa Cattolica nel mantenimento dell'ordine sociale coloniale.
Marxismo e mito
Il marxismo di Mariátegui era filosoficamente eterodosso nel suo rapporto con il mito e l'irrazionalismo. Attingendo alle 'Riflessioni sulla violenza' di Georges Sorel, sostenne che i movimenti rivoluzionari richiedono non solo analisi economica ma una dimensione mitica — una visione unificante ed energizzante che possa mobilitare la volontà degli oppressi. Il mito dello sciopero generale per Sorel, il mito della costruzione socialista per Mariátegui, fornisce la dimensione emotiva e volontaristica che al marxismo puramente razionalista manca. Ciò rese Mariátegui diffidente verso le versioni meccanicistiche e deterministiche del materialismo storico (come quelle rappresentate dalla Seconda Internazionale) e simpatetico verso il vitalismo di Bergson e il moralismo di Unamuno.
Fondazione del Partito Socialista e morte
Mariátegui fondò il Partito Socialista Peruviano nel 1928 e la Confederazione Generale dei Lavoratori del Perù (CGTP) nel 1929. La sua insistenza nel chiamare il partito 'Socialista' e non 'Comunista' fu deliberata: resistette alla subordinazione alla Comintern di Mosca e all'applicazione meccanica della strategia rivoluzionaria sovietica alle condizioni peruviane. Quando la Comintern fece pressione al partito per adottare la linea ufficiale sulla fase 'democratico-borghese' della rivoluzione (sostenendo che il Perù non era ancora pronto per la rivoluzione socialista), Mariátegui resistette.
Non risolse mai questo conflitto: morì il 16 aprile 1930, all'età di trentacinque anni, per complicazioni legate alla sua malattia cronica, senza completare la sua principale sintesi teorica. Il partito fu convertito nel Partito Comunista Peruviano (PCP) dopo la sua morte, e la piena eterodossia del suo pensiero fu oscurata per decenni dalla canonizzazione comunista ortodossa.
Eredità
L'influenza di Mariátegui sul pensiero intellettuale e politico latinoamericano è stata immensa, in particolare dalla riscoperta negli anni Sessanta del suo marxismo eterodosso. La sua insistenza sul potenziale rivoluzionario della cultura indigena, la sua sintesi del marxismo con tradizioni non europee e il suo approccio integrativo di cultura ed economia anticipano sia la teologia della liberazione sia il pensiero decoloniale di Quijano, Mignolo e altri.
Metodi
Citazioni celebri
"Non sono un critico imparziale o obiettivo. I miei giudizi sono nutriti dai miei ideali, dai miei sentimenti, dalle mie passioni. Ho un'ambizione dichiarata e risoluta: contribuire alla creazione del socialismo peruviano." — Sette saggi di interpretazione della realtà peruviana, Nota dell'autore (1928)
"Il 'problema dell'indio' è in realtà il problema della terra. Lo sfruttamento dell'indio è inseparabile dallo sfruttamento della terra." — Sette saggi di interpretazione della realtà peruviana (1928)
"La rivoluzione socialista troverà nella comunità indigena un elemento di resistenza e un impulso vitale molto più affidabile dell'instabile individualismo del criollo." — Sette saggi di interpretazione della realtà peruviana (1928)
"Non sono uno spettatore disinteressato. Sono un uomo con una posizione, con un partito. Chi si aspetta da me un'obiettività imparziale resterà deluso." — Defensa del marxismo (1930)
Opere principali
- La escena contemporánea Libro (1925)
- 7 ensayos de interpretación de la realidad peruana (Seven Interpretive Essays on Peruvian Reality) Libro (1928)
- Defensa del marxismo Saggio (1930)
- El alma matinal y otras estaciones del hombre de hoy Libro (1950)
- Peruanicemos al Perú Libro (1970)
Influenzato da
- Karl Marx · Influenza intellettuale
- Antonio Gramsci · Influenza intellettuale
Fonti
- Mariátegui, José Carlos. Seven Interpretive Essays on Peruvian Reality. Trans. Marjory Urquidi. Austin: University of Texas Press, 1971.
- Quijano, Aníbal. Introduction to Seven Interpretive Essays. Lima: Amauta, 1979.
- Vanden, Harry E. National Marxism in Latin America: José Carlos Mariátegui's Thought and Politics. Boulder: Lynne Rienner, 1986.
- Flores Galindo, Alberto. In Search of an Inca: Identity and Utopia in the Andes. Cambridge: Cambridge University Press, 2010.
- Becker, Marc. Mariátegui and Latin American Marxist Theory. Athens: Ohio University Press, 1993.
- Paris, Robert. La formation idéologique de José Carlos Mariátegui. Paris: Maspero, 1981.
- Stanford Encyclopedia of Philosophy
- Löwy, Michael. Marxism in Latin America from 1909 to the Present. Atlantic Highlands: Humanities Press, 1992.