Empedocle di Agrigento
Empedocle di Agrigento fu un filosofo, poeta, medico e figura quasi-religiosa che propose la prima teoria fisica pluralistica nella filosofia occidentale. Rispondendo alla sfida di Parmenide che nulla può venire dal nulla, postulò quattro elementi eterni e immutabili — terra, acqua, aria e fuoco (le 'quattro radici') — e due forze cosmiche, Amore (Philia) e Contesa (Neikos), che li mescolano e separano. La sua teoria dei quattro elementi dominò la scienza occidentale per oltre duemila anni, da Aristotele attraverso l'alchimia medievale fino al primo periodo moderno. Sviluppò anche una notevole teoria di selezione naturale nelle origini biologiche e una sofisticata spiegazione della percezione sensoriale.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Propose la teoria dei quattro elementi (terra, acqua, aria, fuoco) che dominò la scienza occidentale per oltre due millenni
- ● Introdusse Amore e Contesa come le prime forze cosmiche di attrazione e repulsione
- ● Sviluppò una teoria proto-selezione naturale: combinazioni biologiche casuali con sopravvivenza delle forme vitali
- ● Creò la prima teoria meccanicistica sistematica della percezione sensoriale (modello pori-e-effluvi)
- ● Formulò il ciclo cosmico che alterna tra unità (Sfero) e pluralità
- ● Sintetizzò i principi parmenidei con l'evidente realtà del cambiamento attraverso un'ontologia pluralistica
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Ci sono quattro elementi eterni e immutabili (radici): terra, acqua, aria, fuoco
- ✓ L'Amore (Philia) mescola gli elementi; la Contesa (Neikos) li separa
- ✓ Il cosmo alterna tra unità completa (Sfero sotto l'Amore) e separazione completa (sotto la Contesa)
- ✓ Nulla viene all'essere né viene distrutto; c'è solo mescolamento e separazione di ciò che esiste sempre
- ✓ Nelle origini biologiche, venivano prodotte combinazioni casuali di parti; solo le combinazioni funzionali sopravvissero
- ✓ La percezione opera per somiglianza che conosce somiglianza attraverso effluvi che entrano nei pori degli organi di senso
- ✓ L'anima subisce la trasmigrazione attraverso molteplici incarnazioni come purificazione
Biografia
Vita e Leggenda
Empedocle nacque intorno al 494 a.C. ad Agrigento (l'antica Acragas, in Sicilia), una delle città greche più ricche e culturalmente vivaci. Proveniva da una prominente famiglia aristocratica — suo nonno avrebbe vinto la corsa dei cavalli ad Olimpia. Le fonti antiche lo ritraggono come una figura esuberante e carismatica che indossava vesti purpuree, portava una corona d'oro e sandali di bronzo, e affermava di avere uno status divino. Diogene Laerzio riporta storie dei suoi miracoli: guarire epidemie deviando fiumi, calmare i venti e persino resuscitare una donna dalla morte apparente.
Politicamente, Empedocle fu un leader democratico che rifiutò presumibilmente la regalità di Agrigento e aiutò a rovesciare una fazione oligarchica. Fu infine esiliato e trascorse i suoi ultimi anni nel Peloponneso. La leggenda più famosa sulla sua morte — che si gettò nel cratere dell'Etna per dimostrare la sua divinità, o per nascondere la sua morte e sembrare assunto in cielo — è probabilmente apocrifa, ma cattura l'aura mitica che lo circondava.
Le Quattro Radici
Il sistema filosofico di Empedocle fu progettato per preservare il principio parmenideo che nulla viene dal nulla, spiegando al tempo stesso l'evidente realtà del cambiamento e della pluralità. La sua soluzione fu postulare quattro elementi eterni e qualitativamente distinti — che chiamò 'radici' (rhizōmata) e associò a divinità: Zeus (fuoco), Era (aria), Nestis (acqua) e Aidone (terra). Queste radici sono increate, imperituro e immutabili, soddisfacendo i requisiti parmenidei. Ciò che percepiamo come venire all'essere e perire è in realtà il mescolamento e la separazione di questi elementi eterni.
Amore e Contesa
Gli agenti di mescolamento e separazione sono due forze cosmiche: Amore (Philia) e Contesa (Neikos). L'Amore è una forza di attrazione che riunisce le radici diverse in miscele, creando cose composte. La Contesa è una forza di repulsione che separa e divide. La storia del cosmo è un grande ciclo governato dall'alternanza di queste forze:
- Sotto il dominio completo dell'Amore, tutte e quattro le radici sono perfettamente mescolate in una sfera omogenea (lo Sfero) — uno stato di unità indifferenziata.
- La Contesa entra gradualmente e inizia a separare gli elementi, creando un cosmo differenziato di cose distinte.
- La Contesa domina completamente, separando tutti gli elementi in quattro masse distinte.
- L'Amore rientra e inizia a rimescolarli, tornando verso lo Sfero.
Il nostro mondo esiste in qualche stadio intermedio di questo ciclo, con Amore e Contesa attivi simultaneamente.
Biologia e Proto-Selezione Naturale
Empedocle propose un notevole resoconto dell'origine degli esseri viventi durante la fase in cui l'Amore sta ricombinando elementi precedentemente separati. Nei primi stadi, combinazioni casuali producono ogni sorta di creature — teste senza colli, braccia senza spalle, occhi senza volti. La maggior parte di queste combinazioni mostruose non è vitale e perisce. Solo quelle che risultano ben adattate — le cui parti si adattano funzionalmente — sopravvivono e si riproducono. Questo resoconto, talvolta chiamato 'proto-selezione naturale', anticipa il principio darwiniano della sopravvivenza del più adatto, sebbene Empedocle non abbia proposto un meccanismo di variazione ereditaria.
Teoria della Percezione
Empedocle sviluppò una sofisticata teoria della percezione sensoriale basata sul principio che 'il simile è conosciuto dal simile'. Ogni elemento in noi percepisce l'elemento corrispondente nelle cose esterne attraverso effluvi fisici (aporrhoai) — minuscoli flussi di particelle che scorrono dagli oggetti ed entrano nei pori (poroi) degli organi di senso. La visione avviene quando gli effluvi di fuoco degli oggetti incontrano il fuoco interno dell'occhio. Questo modello dei pori-e-effluvi fu il primo tentativo sistematico di una teoria meccanicistica della percezione.
Poesia e Religione
Empedocle compose due grandi poemi in esametri: 'Sulla Natura' (Peri Physeōs), contenente la sua teoria fisica, e 'Purificazioni' (Katharmoi), un poema religioso sulla trasmigrazione delle anime. Nelle Katharmoi, Empedocle si dichiara un dio caduto, esiliato dalla sfera divina per il peccato del versamento di sangue, condannato a vagare attraverso incarnazioni mortali fino alla purificazione. Questa dimensione religiosa orfico-pitagorica coesiste in modo scomodo — o forse deliberato — con la sua fisica meccanicistica.
Eredità
Empedocle morì intorno al 434 a.C. La sua teoria dei quattro elementi fu adottata da Aristotele e divenne la teoria fisica standard della scienza e della medicina occidentali fino alla rivoluzione chimica del XVIII secolo. La teoria ippocratica dei quattro umori, il sistema medico di Galeno e l'alchimia medievale si basano tutti su fondamenti empedoclei. Darwin stesso riconobbe l'anticipazione della selezione naturale in Empedocle. Nel 1999, la scoperta del Papiro di Strasburgo aggiunse significativi nuovi frammenti della sua poesia al corpus.
Metodi
Citazioni celebri
"La natura di dio è un cerchio il cui centro è ovunque e la circonferenza da nessuna parte" — Attribuito a Empedocle
"Non c'è nascita di nulla che perisce, né fine nella perniciosa morte, ma solo mescolamento e separazione di ciò che è mescolato" — Frammento B8
"Ascoltate prima le quattro radici di tutte le cose: il luminoso Zeus, Era che dà vita, Aidone e Nestis che con le sue lacrime bagna le fonti mortali" — Frammento B6
"Mediante la terra vediamo la terra, mediante l'acqua l'acqua, mediante l'aria la brillante aria e mediante il fuoco distruttore il fuoco; con l'amore l'amore, e con la perniciosa contesa la contesa" — Frammento B109
Opere principali
- On Nature (Peri Physeōs) Altro (450 BCE)
- Purifications (Katharmoi) Altro (450 BCE)
Ha influenzato
- Aristotle · influence
Fonti
- Brad Inwood, 'The Poem of Empedocles' (revised ed., University of Toronto Press, 2001)
- M. R. Wright, 'Empedocles: The Extant Fragments' (Yale UP, 1981; repr. Bristol Classical Press, 1995)
- G. S. Kirk, J. E. Raven, and M. Schofield, 'The Presocratic Philosophers' (Cambridge, 2nd ed., 1983), ch. 10
- Simon Trépanier, 'Empedocles: An Interpretation' (Routledge, 2004)
- Alain Martin and Oliver Primavesi, 'L'Empédocle de Strasbourg' (Strasbourg, 1999) — the Strasbourg Papyrus