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Filosofi / Elizabeth Anscombe
Moderno

Elizabeth Anscombe

1919 – 2001
Limerick, Ireland
Filosofia Analitica ethics philosophy of action philosophy of mind metaphysics philosophy of language
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G.E.M. Anscombe è stata una delle più formidabili filosofe analitiche del XX secolo, il cui lavoro seminale *Intenzione* (1957) ha fondato essenzialmente la moderna teoria filosofica dell'azione, e il cui articolo 'Filosofia Morale Moderna' (1958) ha coniato il termine 'consequenzialismo' e contribuito in modo decisivo alla rinascita dell'etica delle virtù. Interprete privilegiata di Wittgenstein e pensatrice indipendente di grande portata, la sua opera abbraccia teoria dell'azione, filosofia della mente, filosofia del linguaggio, filosofia della causalità ed etica.

Idee chiave

Teoria dell'azione, conoscenza pratica, intenzionalità, direzione di adattamento, ragionamento pratico, rinascita dell'etica delle virtù, critica al consequenzialismo, filosofia morale moderna, interpretazione di Wittgenstein

Contributi principali

  • Fondò la moderna teoria filosofica dell'azione in *Intenzione* (1957), distinguendo l'azione intenzionale da quella non intenzionale attraverso il concetto di conoscenza pratica e il sillogismo pratico
  • Coniò il termine 'consequenzialismo' in 'Filosofia Morale Moderna' (1958) e fornì la critica più influente a quella corrente
  • Sostenne che il concetto di 'dovere morale' è filosoficamente confuso senza il suo fondamento nella legge divina o naturale, contribuendo alla rinascita dell'etica delle virtù
  • Sviluppò il concetto di 'direzione di adattamento' tra stati mentali e mondo, fondamentale per la successiva filosofia della mente
  • Tradusse le principali opere tarde di Wittgenstein in inglese, rendendo la sua filosofia accessibile al mondo anglofono
  • Argomentò contro la teoria regolarista della causalità a favore di una genuina necessitazione causale singolare
  • Produsse un lavoro seminale sulla prima persona e l'autoreferenza

Domande fondamentali

Cosa distingue l'azione intenzionale da quella non intenzionale, e qual è la struttura della conoscenza pratica?
Possono 'dovere morale' e 'obbligo' funzionare coerentemente al di fuori del contesto della legge divina o della teleologia naturale?
Qual è il rapporto tra le ragioni, i desideri dell'agente e la struttura causale dell'azione intenzionale?
Come si differenzia strutturalmente il ragionamento pratico — che termina in azione e non in credenza — dal ragionamento teorico?
Cosa rivela la filosofia tarda di Wittgenstein sulla natura del significato, del seguire regole e della confusione filosofica?

Tesi principali

  • L'azione intenzionale è azione sotto una descrizione che l'agente può fornire come ragione — è necessariamente connessa alla conoscenza pratica, non al solo comportamento osservabile
  • Il concetto moderno di 'dovere morale' è un residuo confuso dell'etica del comando divino, privato del suo fondamento originario
  • Il consequenzialismo è falso perché alcune azioni (come il colpire civili) sono semplicemente ingiuste a prescindere dalle conseguenze
  • La conoscenza pratica è anteriore e costitutiva dell'azione intenzionale: so cosa sto facendo non osservandomi ma facendolo
  • La causalità implica una genuina necessitazione in casi singolari, non la mera regolarità sostenuta dalle teorie humeane

Biografia

Vita e Formazione

Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe nacque il 18 marzo 1919 a Limerick, in Irlanda, figlia di Alan Wells Anscombe, insegnante, e di Gertrude Elizabeth Anscombe. La famiglia si trasferì in Inghilterra ed ella frequentò la Sydenham High School di Londra prima di accedere allo St Hugh's College di Oxford, dove studiò Greats (lingue classiche, filosofia e storia antica), laureandosi nel 1941. Si convertì al cattolicesimo romano durante gli anni a Oxford, un impegno che plasmò il suo lavoro filosofico per tutta la vita.

Il suo lavoro post-laurea la portò al Newnham College di Cambridge (1942–1944), dove incontrò Ludwig Wittgenstein, che stava allora lavorando alle idee che sarebbero diventate le Ricerche Filosofiche. L'incontro fu trasformativo. Wittgenstein riconobbe l'Anscombe come uno dei suoi pochissimi pari filosofici genuini — faceva parte del ristretto cerchio di studenti di cui si fidava per capire cosa stesse facendo — ed ella divenne la sua interprete filosofica più dedicata e la sua esecutrice letteraria.

Wittgenstein e la Tradizione Analitica

L'Anscombe tradusse le Ricerche Filosofiche (con Rush Rhees, 1953), le Osservazioni sui fondamenti della matematica (con Rush Rhees e Georg Henrik von Wright, 1956), Della certezza (con Georg Henrik von Wright, 1969) e vari altri testi di Wittgenstein, rendendo la sua filosofia tarda accessibile al mondo anglofono. La sua Introduzione al Tractatus di Wittgenstein (1959) rimane uno dei più acuti studi interpretativi della sua opera giovanile.

Ma l'Anscombe non fu semplicemente una commentatrice di Wittgenstein. Si confrontò con l'intera tradizione analitica — Frege, Russell, Geach, Davidson, Hampshire, Ryle — con una indipendenza di pensiero che produsse una serie di contributi originali del tutto distinti dalle preoccupazioni dello stesso Wittgenstein.

Intenzione: Fondando la Teoria dell'Azione

Intenzione (1957), pubblicata dapprima come serie di articoli e poi come una breve e densa monografia, è il lavoro più originalmente filosofico dell'Anscombe ed è generalmente considerato il testo fondatore della moderna teoria filosofica dell'azione. Il libro procede attraverso una domanda ingannevolmente semplice: cosa distingue l'azione intenzionale da quella non intenzionale?

L'analisi dell'Anscombe procede attraverso diversi movimenti correlati. Distingue tra 'conoscenza pratica' (la conoscenza di ciò che si sta facendo, in quanto agenti) e 'conoscenza osservativa' (la conoscenza ottenuta osservando come stanno le cose). L'azione intenzionale è azione sotto una descrizione che l'agente accetterebbe come risposta alla domanda «Perché stai facendo questo?».

Il concetto di 'direzione di adattamento' — l'idea che le credenze mirano a corrispondere al mondo (direzione mente-mondo) mentre le intenzioni/desideri mirano a cambiarlo (direzione mondo-mente) — fu introdotto o crucialmente chiarito dall'Anscombe ed è diventato fondamentale per la filosofia della mente e dell'azione.

'Filosofia Morale Moderna': Rinascita dell'Etica delle Virtù

'Filosofia Morale Moderna' (1958) è forse l'articolo accademico più influente dell'etica del XX secolo. In diciotto dense pagine, l'Anscombe difese tre tesi: (1) che la filosofia morale era entrata in un vicolo cieco filosófico; (2) che le differenze tra le teorie etiche moderne sono meno importanti del loro presupposto condiviso che 'dovere' e 'obbligo' possano funzionare indipendentemente da qualsiasi concetto di legge divina o naturale; (3) che il concetto di 'dovere morale' è un 'residuo di una precedente concezione dell'etica' e dovrebbe essere abbandonato a favore dei concetti aristotelici di virtù e fioritura umana.

L'articolo coniò il termine 'consequenzialismo' e lo dispiegò criticamente — l'Anscombe si era notoriamente opposta alla concessione da parte di Oxford di una laurea honoris causa a Harry Truman nel 1956. Il suo appello al ritorno alla virtù contribuì a ispirare la rinascita dell'etica delle virtù associata a Philippa Foot, Alasdair MacIntyre e Rosalind Hursthouse.

Carriera Accademica

L'Anscombe fu eletta alla cattedra del Somerville College di Oxford nel 1970 e fu Professoressa di Filosofia all'Università di Cambridge dal 1970 al 1986, nella cattedra precedentemente occupata da Wittgenstein. Lei e suo marito, il filosofo Peter Geach, allevarono sette figli mantenendo una straordinaria produttività filosofica. Morì il 5 gennaio 2001 a Cambridge.

Metodi

analytic philosophy ordinary language analysis Wittgensteinian philosophical therapy Aristotelian-Thomistic reasoning conceptual analysis

Citazioni celebri

"Se qualcuno pensa davvero, in anticipo, che sia una questione aperta se un'azione come procurare la condanna giudiziaria di un innocente debba essere del tutto esclusa dalla considerazione — non voglio discutere con lui; mostra una mente corrotta." — 'Filosofia Morale Moderna' (1958)
"Il punto delle parole 'un certo tipo di spiegazione' è proprio che è il tipo che si cerca quando si chiede la ragione di qualcosa, in opposizione alla causa." — Intenzione (1957)
"La conoscenza pratica è la causa di ciò che comprende, diversamente dalla conoscenza teorica, che è derivata da ciò che già è." — Intenzione (1957), da Tommaso d'Aquino
"Il concetto di obbligo era originariamente legato all'idea di un legislatore. Senza quel contesto perde il suo senso." — 'Filosofia Morale Moderna' (1958)

Opere principali

  • Intention Libro (1957)
  • An Introduction to Wittgenstein's Tractatus Libro (1959)
  • Three Philosophers (with Peter Geach) Libro (1961)
  • Collected Philosophical Papers, Vol. I: From Parmenides to Wittgenstein Libro (1981)
  • Collected Philosophical Papers, Vol. II: Metaphysics and the Philosophy of Mind Libro (1981)
  • Collected Philosophical Papers, Vol. III: Ethics, Religion and Politics Libro (1981)
  • Human Life, Action and Ethics: Essays Libro (2005)

Ha influenzato

Influenzato da

Fonti

  • Anscombe, G.E.M. Intention. 2nd ed. Oxford: Blackwell, 1963.
  • Anscombe, G.E.M. 'Modern Moral Philosophy.' Philosophy 33.124 (1958): 1–19.
  • Teichman, Jenny. 'Gertrude Elizabeth Margaret Anscombe 1919–2001.' Proceedings of the British Academy 115 (2002): 31–50.
  • Hursthouse, Rosalind. On Virtue Ethics. Oxford: Oxford University Press, 1999.
  • MacIntyre, Alasdair. After Virtue. Notre Dame: University of Notre Dame Press, 1981.
  • Geach, Peter and Roger White, eds. Logic, Cause and Action: Essays in Honour of Elizabeth Anscombe. Cambridge: Cambridge University Press, 2000.
  • Stanford Encyclopedia of Philosophy — Anscombe
  • Davidson, Donald. 'Actions, Reasons, and Causes.' Journal of Philosophy 60.23 (1963): 685–700.
  • Wiseman, Rachael. Routledge Philosophy Guidebook to Anscombe's Intention. London: Routledge, 2016.

Link esterni

Traduzioni

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