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Filosofi / Desmond Tutu
Moderno

Desmond Tutu

1931 – 2021
Klerksdorp, South Africa
Teologia della Liberazione Filosofia Ubuntu political philosophy philosophy of religion ethics social philosophy African philosophy
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Desmond Mpilo Tutu è stato un arcivescovo anglicano, teologo e filosofo sudafricano la cui elaborazione dell'ubuntu — il principio filosofico nguni-bantu secondo cui la personalità si costituisce attraverso la comunità relazionale ('sono perché siamo') — lo ha reso una delle voci più influenti per la riconciliazione e la giustizia riparativa nel pensiero globale del XX secolo. Come presidente della Commissione Verità e Riconciliazione del Sudafrica (1995–1998), ha messo in atto un esperimento filosofico di giustizia transizionale che ha posto l'etica ubuntu del riconoscimento, della sofferenza e della guarigione comunitaria al centro di un processo politico nazionale, fornendo un modello studiato in tutto il mondo. La sua teologia della liberazione attingeva a Karl Barth, Dietrich Bonhoeffer e alla teologia nera per argomentare che il Vangelo è intrinsecamente anti-apartheid.

Idee chiave

Ubuntu, giustizia riparativa, riconciliazione, verità e riconoscimento, personalità relazionale, giustizia transizionale, teologia della liberazione, imago Dei relazionale

Contributi principali

  • Sviluppò l'ubuntu ('sono perché siamo') come quadro filosofico sistematico per la personalità relazionale e la giustizia riparativa, con influenza globale
  • Presiedette la Commissione Verità e Riconciliazione, mettendo in atto un esperimento filosofico di giustizia transizionale divenuto modello mondiale per le società post-conflitto
  • Fornì una critica teologica dell'apartheid come aggressione all'immagine di Dio (*imago Dei*) in ogni essere umano, fondando la resistenza anti-apartheid sulla teologia sistematica
  • Articolò una teoria della giustizia riparativa — in contrapposizione alla giustizia retributiva — radicata nella comprensione ubuntu della personalità come costituita dalle relazioni
  • Sviluppò il concetto del perdono come atto politico e filosofico distinto dal condono dell'errore, che richiede il riconoscimento del danno come condizione
  • Utilizzò la piattaforma del Premio Nobel per la Pace (1984) per sostenere le sanzioni internazionali contro l'apartheid, dimostrando la portata globale della teologia politica profetica

Domande fondamentali

Cosa significa essere persona, e come si costituisce la personalità attraverso le relazioni piuttosto che attraverso un'essenza individuale?
Quali sono le condizioni sotto le quali la genuina riconciliazione — distinta dalla mera amnesia — è possibile nelle società post-conflitto?
Il perdono è un dovere morale, e quale rapporto intrattiene con la giustizia?
Come l'ontologia relazionale dell'ubuntu sfida la concezione liberal-individualista dei diritti, della dignità e della giustizia?
Qual è il rapporto tra il dire la verità, il riconoscimento e la guarigione in seguito alla violenza politica sistematica?

Tesi principali

  • Ubuntu — 'una persona è una persona attraverso altre persone' — esprime un'ontologia relazionale in cui la personalità umana si costituisce attraverso la qualità delle relazioni con gli altri
  • La giustizia riparativa — la guarigione delle relazioni e il ripristino della comunità — è ontologicamente anteriore alla giustizia retributiva, che tratta la persona come individuo isolato
  • Il perdono non equivale a condonare l'errore o a dimenticare il danno; è l'atto mediante il quale la vittima viene liberata dal peso del passato e al perpetratore viene offerta la possibilità della redenzione
  • L'apartheid non era semplicemente un'ingiustizia politica ma un'eresia teologica — un assalto all'immagine di Dio presente in ogni essere umano
  • Senza perdono e senza riconoscimento della verità non può esservi un futuro genuino: una società costruita sull'ingiustizia soppressa e non riconosciuta non può sostenere una pace vera

Biografia

Vita e Formazione

Desmond Mpilo Tutu nacque il 7 ottobre 1931 a Klerksdorp, nel Transvaal, in Sudafrica, in una famiglia xhosa-tswana. Suo padre era insegnante di scuola elementare e sua madre lavorava come domestica e cuoca. L'infanzia fu segnata dalle umiliazioni quotidiane e dalla violenza strutturale dell'apartheid, che veniva formalmente codificato dal governo del Partito Nazionale eletto nel 1948.

Tutu si formò inizialmente come insegnante, seguendo la professione del padre, e insegnò alla Johannesburg Bantu High School dal 1954 al 1957. Il Bantu Education Act del 1953 — che imponeva un curriculum deliberatamente inferiore ai bambini neri, progettato, nella famigerata formulazione di Hendrik Verwoerd, per prepararli alla servitù e non alla cittadinanza — indusse Tutu a dimettersi per protesta. Questo atto di testimonianza morale inaugurò il suo rifiuto vitale di accomodare il male istituzionale.

Intrapose la formazione teologica al St. Peter's Theological College di Rosettenville, Johannesburg, fu ordinato diacono anglicano nel 1960 e sacerdote nel 1961. Studiò poi al King's College London, ottenendo il Bachelor of Divinity (1965) e il Master of Theology (1966), dove fu profondamente formato dalla tradizione della teologia sociale anglicana e incontrò le opere di Barth, Bonhoeffer e le correnti emergenti della teologia nera.

Sviluppo Teologico e Testimonianza Anti-Apartheid

La teologia di Tutu combinò fin dall'inizio la teologia sacramentale anglicana con la tradizione profetica. Il suo concetto di ubuntu — che non inventò, ma articolò filosoficamente per un pubblico globale — non era semplicemente un dato antropologico ma un'affermazione teologica: gli esseri umani sono creati a immagine di un Dio relazionale (imago Dei intesa come relazionale e non individuale), e l'assalto dell'apartheid alla personalità africana costituiva dunque un assalto all'immagine di Dio in ogni essere umano.

Servì come Decano di Johannesburg (1975) e Vescovo del Lesotho (1976), prima di diventare il primo Segretario Generale nero del Consiglio Sudafricano delle Chiese (SACC) nel 1978. Nel 1984 ricevette il Premio Nobel per la Pace. Servì come Vescovo di Johannesburg (1984–1986) e come primo Arcivescovo nero di Città del Capo (1986–1996).

La Filosofia Ubuntu

Il proverbio nguni-bantu umuntu ngumuntu ngabantu ('una persona è una persona attraverso altre persone') è il nucleo filosofico dell'ubuntu, che Tutu sviluppò in una concezione comprensiva di personalità, etica e comunità politica.

Contro la concezione liberal-individualista della persona come atomo pre-sociale di diritti e interessi, l'ubuntu insiste sul fatto che la personalità si costituisce attraverso le relazioni: si diventa pienamente umani attraverso la qualità delle proprie relazioni con gli altri. Isolare un individuo — sia mediante confinamento solitario, esclusione sociale o segregazione razziale — non è semplicemente nuocergli, ma attaccare le condizioni stesse della sua personalità.

Ciò ha implicazioni dirette per la giustizia riparativa. Se le persone si costituiscono attraverso le relazioni, il danno non è semplicemente un illecito privato tra due parti, ma uno strappo nel tessuto della comunità. La giustizia non è primariamente punizione (retribuzione diretta a un individuo isolato) ma guarigione — il ripristino delle relazioni, il riconoscimento del danno, la reintegrazione tanto della vittima quanto del perpetratore nella comunità.

La Commissione Verità e Riconciliazione

Il nucleo filosofico dell'eredità di Tutu è la Commissione Verità e Riconciliazione (CVR), istituita dal Parlamento post-apartheid nel 1995 e presieduta da Tutu fino alla presentazione del suo rapporto nel 1998.

La struttura distintiva della CVR incarnava una posizione filosofica specifica sulla giustizia transizionale. La sua opera Nessun futuro senza perdono (1999) è una riflessione filosofica sostenuta sul significato e le condizioni del perdono, della riconciliazione e della giustizia.

Eredità

Tutu morì il 26 dicembre 2021 a Città del Capo, all'età di 90 anni. La sua eredità filosofica è il quadro ubuntu per la giustizia riparativa, applicato a processi di giustizia transizionale, pratiche riparative nel sistema di giustizia penale ed etica organizzativa in tutto il mondo.

Metodi

liberation theology ubuntu philosophical analysis restorative justice practice prophetic witness comparative ethics

Citazioni celebri

"La mia umanità è legata alla tua, perché possiamo essere umani solo insieme." — Nessun futuro senza perdono (1999)
"Ubuntu: sono perché siamo. Una persona è una persona attraverso altre persone." — Nessun futuro senza perdono (1999)
"Senza perdono non c'è futuro. Ma il perdono non è a buon mercato. Non è facile. Non è amnesia." — Nessun futuro senza perdono (1999)
"Siamo tutti — potenzialmente — collaboratori per il bene e per il male. Abbiamo tutti questa incredibile capacità per la più terribile disumanità e per la più straordinaria generosità e nobiltà." — Nessun futuro senza perdono (1999)
"Se sei neutrale di fronte a situazioni di ingiustizia, hai scelto il lato dell'oppressore." — Ampiamente attribuito; coerente con i suoi scritti teologici

Opere principali

  • Crying in the Wilderness: The Struggle for Justice in South Africa Libro (1982)
  • Hope and Suffering: Sermons and Speeches Libro (1983)
  • The Rainbow People of God: The Making of a Peaceful Revolution Libro (1994)
  • No Future Without Forgiveness Libro (1999)
  • God Has a Dream: A Vision of Hope for Our Time Libro (2004)
  • Made for Goodness: And Why This Makes All the Difference Libro (2010)
  • The Book of Forgiving Libro (2014)

Ha influenzato

Fonti

  • Tutu, Desmond. No Future Without Forgiveness. New York: Doubleday, 1999.
  • Tutu, Desmond. God Has a Dream: A Vision of Hope for Our Time. New York: Doubleday, 2004.
  • Battle, Michael. Ubuntu: I in You and You in Me. New York: Seabury Books, 2009.
  • Allen, John. Rabble-Rouser for Peace: The Authorized Biography of Desmond Tutu. New York: Free Press, 2006.
  • Nussbaum, Martha C. 'Transitional Justice and Liberal Governance.' In Frontiers of Justice. Cambridge: Harvard University Press, 2006.
  • Crocker, David A. 'Truth Commissions, Transitional Justice, and Civil Society.' In Truth v. Justice. Ed. Robert I. Rotberg and Dennis Thompson. Princeton: Princeton University Press, 2000.
  • Metz, Thaddeus. 'Toward an African Moral Theory.' Journal of Political Philosophy 15:3 (2007): 321–341.
  • Truth and Reconciliation Commission of South Africa Report. 5 vols. Cape Town: TRC, 1998.
  • Villa-Vicencio, Charles and Wilhelm Verwoerd, eds. Looking Back, Reaching Forward: Reflections on the Truth and Reconciliation Commission of South Africa. Cape Town: UCT Press, 2000.

Link esterni

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