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Filosofi / Democrito
Antico

Democrito

c. 460 a.C. – c. 370 a.C. (tutte le opere perdute)
Abdera, Thrace
Presocratico Metaphysics Natural Philosophy Epistemology Ethics Cosmology Mathematics Philosophy of Perception
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Democrito di Abdera, sviluppando il lavoro del suo maestro Leucippo, elaborò la versione più completa e influente dell'atomismo antico. Propose che tutta la realtà consiste di due sole cose: atomi (atoma, 'indivisibili') — infiniti di numero, indivisibili, qualitativamente identici ma varianti per forma, dimensione e disposizione — e vuoto (kenon, spazio vuoto) nel quale gli atomi si muovono. Tutti i fenomeni, dalla formazione dei mondi alla natura della percezione, della sensazione e del pensiero, sono spiegati meccanicamente attraverso le interazioni atomiche. Il suo sistema rappresenta la filosofia più rigorosamente materialista e meccanicista dell'antichità e influenzò profondamente Epicuro, Lucrezio e, in ultima analisi, l'atomismo scientifico moderno.

Idee chiave

Atomi e vuoto come costituenti ultimi della realtà, spiegazione meccanica di tutti i fenomeni, mondi infiniti, teoria della percezione per eidōla, distinzione tra qualità primarie e secondarie, euthymia (gaiezza) come ideale etico, contributi matematici (volume del cono/piramide), materialismo e determinismo

Contributi principali

  • Sviluppò il sistema atomistico più completo dell'antichità: tutta la realtà consiste di atomi e vuoto
  • Propose l'esistenza di infiniti mondi — la prima teoria del multiverso
  • Distinse tra qualità primarie (forma, dimensione) e secondarie (colore, sapore) — 'per convenzione dolce, per convenzione amaro; nella realtà atomi e vuoto'
  • Creò una teoria meccanicistica della percezione attraverso pellicole atomiche (eidōla)
  • Sviluppò un'etica della euthymia (equanimità) attraverso la moderazione e il piacere intellettuale
  • Compì importanti scoperte matematiche, tra cui il volume di coni e piramidi
  • Affermò audacemente la realtà del vuoto (non-essere), sfidando direttamente Parmenide

Domande fondamentali

Quali sono i costituenti ultimi della realtà?
Tutti i fenomeni — fisici, biologici, mentali — possono essere spiegati meccanicamente attraverso interazioni atomiche?
Le qualità sensoriali (colore, sapore) esistono negli oggetti esterni o solo nel percipiente?
Che cosa costituisce la genuina felicità umana (eudaimonia)?

Tesi principali

  • La realtà consiste di atomi (particelle indivisibili) e vuoto (spazio vuoto), e null'altro
  • Gli atomi sono infiniti di numero, eterni, indivisibili e differiscono solo per forma, dimensione e disposizione
  • Il vuoto (non-essere) esiste non meno degli atomi (essere)
  • Per convenzione dolce, per convenzione amaro, per convenzione il colore; nella realtà atomi e vuoto
  • Esistono infiniti mondi nel vuoto infinito, in varie fasi di formazione e distruzione
  • La percezione avviene attraverso pellicole atomiche (eidōla) emesse dagli oggetti e ricevute dagli organi di senso
  • La gaiezza (euthymia) è lo scopo della vita, raggiunto attraverso la moderazione e i piaceri intellettuali
  • Nulla avviene per caso, ma tutto per una ragione e per necessità

Biografia

Vita

Democrito nacque intorno al 460 a.C. ad Abdera, una prospera città greca in Tracia (Grecia settentrionale). Si dice fosse benestante e usasse la sua eredità per viaggiare estensivamente — in Egitto, Persia, Babilonia, forse in Etiopia e in India — alla ricerca del sapere. Le fonti antiche lo descrivono come straordinariamente erudito (polyhistōr), con interessi che spaziavano dalla fisica alla matematica, dall'etica alla musica, dall'agricoltura alla pittura e alle scienze militari. Era noto come 'il Filosofo che ride' (in contrasto con Eraclito, il 'Filosofo che piange'), apparentemente perché trovava divertenti le follie umane piuttosto che tragiche.

Democrito fu straordinariamente prolifico. Trasillo (in Diogene Laerzio) catalogò settantatré opere organizzate in tetralogie, che coprivano etica, fisica, matematica, musica e materie tecniche. Nonostante questa vasta produzione — secondo i resoconti maggiore di quella di qualsiasi filosofo prima di Aristotele — pochissimo è sopravvissuto: circa 300 frammenti, per lo più brevi citazioni, principalmente sull'etica.

Atomismo: Atomi e Vuoto

Democrito (seguendo Leucippo) propose una metafisica di straordinaria eleganza ed economia. La realtà consiste in sole due cose:

  1. Atomi (atoma, 'indivisibili'): infinitamente numerosi, fisicamente indivisibili, eterni, indistruttibili. Tutti gli atomi sono fatti della stessa sostanza, differendo solo per forma (schēma), dimensione (megethos) e disposizione (taxis/thesis). Non hanno colore, sapore, calore né altre qualità sensibili — queste sono meramente gli effetti che gli atomi producono sui nostri sensi.

  2. Vuoto (kenon): spazio vuoto, reale e necessario per il movimento. Questa era una sfida diretta a Parmenide, che aveva negato la realtà del non-essere (e quindi del vuoto). Democrito affermò audacemente: 'Ciò-che-non-è esiste non meno di ciò-che-è' — il vuoto esiste non meno degli atomi.

Gli atomi si muovono eternamente nel vuoto, urtandosi, rimbalzando e talvolta incastrandosi (quelli con forme che si agganciano tra loro). Queste interazioni puramente meccaniche producono tutto: mondi, stelle, pianeti, terra, esseri viventi e menti.

Cosmologia

Democrito propose che i mondi si formano quando una concentrazione di atomi in una regione di vuoto genera un vortice. Il vortice separa gli atomi per dimensione — i più grandi verso il centro, i più fini verso la periferia — producendo un mondo con la terra al centro, circondata da aria, fuoco e i cieli. Esistono infiniti mondi, differenti per dimensione e composizione; alcuni sono privi di sole o luna, alcuni privi di vita, alcuni più grandi del nostro, altri più piccoli, in varie fasi di formazione e dissoluzione. Questa è la prima teoria del multiverso chiaramente articolata.

Teoria della Percezione

Democrito spiegò la percezione sensoriale meccanicamente. Gli oggetti emettono sottili pellicole di atomi (eidōla, 'immagini') che viaggiano nel vuoto e penetrano negli organi di senso. La visione avviene quando gli eidōla degli oggetti colpiscono l'occhio. Le diverse sensazioni — colore, sapore, suono — risultano da diverse forme e disposizioni di atomi che interagiscono con gli atomi del percipiente. Crucialmente, Democrito distingueva tra conoscenza 'legittima' (genuina), ottenuta dalla ragione, e conoscenza 'bastarda' (oscura), ottenuta dai sensi. Le qualità sensoriali come la dolcezza, il colore e il calore esistono solo 'per convenzione' (nomōi); nella realtà (eteēi), esistono solo atomi e vuoto.

Etica

I frammenti etici di Democrito sono più numerosi di quelli fisici e presentano una sofisticata etica eudemonistica incentrata sul concetto di euthymia (gaiezza, equanimità, contentezza). Sostenne che il vero benessere non deriva dai beni esterni o dal piacere sensoriale, ma da uno stato di equilibrio psicologico e moderazione. I principi etici fondamentali includono:

  • Moderazione in tutto: i desideri devono essere proporzionati ai propri mezzi
  • I piaceri intellettuali sono superiori a quelli corporei
  • L'autoconoscenza e l'autocontrollo sono essenziali per la felicità
  • La virtù nasce dalla pratica e dall'abitudine, non solo dall'insegnamento

Questa etica della tranquillità interiore mediante la moderazione influenzò profondamente Epicuro.

Matematica

Democrito diede contributi significativi alla matematica, tra cui il primo calcolo noto del volume di un cono (un terzo del cilindro della stessa base e altezza) e il volume di una piramide. Giunse apparentemente a questi risultati attraverso un metodo proto-infinitesimale, considerando i solidi come composti di infiniti strati sottili — tecnica formalizzata in seguito da Eudosso e Archimede.

Eredità

Democrito morì intorno al 370 a.C., si dice in età molto avanzata (le fonti divergono tra 90 e 109 anni). Il suo atomismo fu ripreso e raffinato da Epicuro e reso popolare nel grande poema di Lucrezio De Rerum Natura. Nel primo periodo moderno, il revival dell'atomismo da parte di Gassendi, Boyle e Newton fu esplicitamente ispirato dalla tradizione democritea-epicurea. La distinzione tra qualità primarie (forma, dimensione, moto — proprietà degli atomi) e qualità secondarie (colore, sapore, calore — effetti sui percipienti) anticipa Galileo, Locke e la fisica moderna. La visione di Democrito di un cosmo composto di particelle nel vuoto, governato da leggi meccaniche, senza scopo, disegno o provvidenza, è probabilmente l'approssimazione antica più vicina alla visione scientifica moderna del mondo.

Metodi

Reductive materialism — explaining all phenomena through the mechanical interaction of atoms Rational inference beyond sense data: 'legitimate' knowledge via reason over 'bastard' knowledge via senses Thought experiments about the divisibility and composition of matter Proto-infinitesimal methods in mathematics

Citazioni celebri

"Per convenzione dolce, per convenzione amaro, per convenzione il colore; nella realtà atomi e vuoto" — Frammenti
"Non esiste nulla se non atomi e spazio vuoto; tutto il resto è opinione" — Frammenti
"La felicità non risiede nelle ricchezze né nell'oro; la felicità dimora nell'anima" — Frammenti
"Tutto ciò che esiste nell'universo è frutto del caso e della necessità" — Frammenti
"La medicina guarisce le malattie del corpo; la saggezza libera l'anima dalle passioni" — Frammenti
"Dal nulla non può crearsi nulla" — Frammenti

Opere principali

  • The Great World-System (Megas Diakosmos) Trattato (420 BCE)
  • The Little World-System (Mikros Diakosmos) Trattato (420 BCE)
  • On the Forms (of Atoms) Trattato (420 BCE)
  • On Cheerfulness (Peri Euthymias) Trattato (420 BCE)

Ha influenzato

Fonti

  • C. C. W. Taylor, 'The Atomists: Leucippus and Democritus, Fragments' (University of Toronto Press, 1999)
  • G. S. Kirk, J. E. Raven, and M. Schofield, 'The Presocratic Philosophers' (Cambridge, 2nd ed., 1983), ch. 13
  • Sylvia Berryman, 'Democritus' in Stanford Encyclopedia of Philosophy
  • Daniel W. Graham, 'The Texts of Early Greek Philosophy' (Cambridge, 2010)
  • Diogenes Laërtius, 'Lives of the Eminent Philosophers' IX.34–49

Link esterni

Traduzioni

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