David Lewis
David Lewis è stato un filosofo statunitense-australiano ampiamente considerato uno dei più grandi metafisici analitici del Novecento. Il suo realismo modale — la tesi per cui i mondi possibili sono reali quanto il mondo attuale — il suo lavoro sistematico sui condizionali controfattuali, la causalità, la convenzione e la filosofia della mente, e il suo straordinario raggio d'azione in quasi ogni area della filosofia analitica lo resero una figura di riferimento la cui influenza continua a plasmare i dibattiti contemporanei.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Sviluppò il realismo modale: la tesi che i mondi possibili sono universi concreti e reali, essendo 'attuale' meramente indicale
- ● Fornì un'analisi sistematica dei condizionali controfattuali mediante il quadro dei mondi possibili e le relazioni di somiglianza
- ● Sviluppò l'analisi controfattuale della causalità, una delle teorie più influenti della metafisica contemporanea
- ● Analizzò le convenzioni come regolarità comportamentali autosostenute, attingendo alla teoria dei giochi
- ● Difese una teoria funzionalista-identitaria della mente, conciliando la definizione per ruolo funzionale con la realizzazione fisica
- ● Apportò contributi fondamentali alla filosofia della probabilità, incluso il Principio Principale che connette probabilità oggettiva e credenza razionale
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ I mondi possibili sono universi concreti, isolati spazio-temporalmente, reali quanto il mondo attuale (realismo modale)
- ✓ 'Attuale' è un termine indicale: si riferisce al mondo che abita il parlante, non a un universo ontologicamente privilegiato
- ✓ Un evento *c* causa l'evento *e* se *e* dipende controfattualmente da *c* — se *c* non si fosse verificato, nemmeno *e* si sarebbe verificato
- ✓ Una convenzione è una regolarità comportamentale sostenuta da un interesse comune nel coordinamento e da aspettative reciproche di conformità
- ✓ Gli stati mentali sono identificati dai loro ruoli funzionali, che sono realizzati da stati fisici negli organismi reali
- ✓ L'utilità teorica del realismo modale — analisi riduttive della modalità, delle proprietà, delle proposizioni — giustifica il suo costo ontologico
Biografia
Vita e Formazione
David Kellogg Lewis nacque il 28 settembre 1941 a Oberlin, Ohio, da genitori accademici (il padre era professore di scienze politiche, la madre storica medievalista). Studiò filosofia allo Swarthmore College prima di intraprendere il dottorato ad Harvard, dove fu allievo di W.V.O. Quine. La sua dissertazione dottorale, completata nel 1967, divenne il suo primo libro, Convention (1969).
Ad Harvard, Lewis fu influenzato anche dai colleghi e visitatori di Quine, tra cui Donald Davidson e Saul Kripke. Nonostante il profondo scetticismo di Quine nei confronti della logica modale e dei mondi possibili, Lewis sviluppò quella che sarebbe diventata la difesa filosofica più robusta della realtà dei mondi possibili.
Convention (1969)
Il primo libro di Lewis affrontò una questione fondamentale nella filosofia del linguaggio e nella teoria sociale: che cos'è una convenzione e come sorgono le convenzioni senza accordi espliciti. Attingendo alla teoria dei giochi (in particolare all'opera di Thomas Schelling), Lewis analizzò le convenzioni come regolarità comportamentali autosostenute: tutti si conformano, si aspettano che gli altri si conformino e preferiscono conformarsi dato che gli altri lo fanno. Questa analisi influenzò la linguistica, l'economia e la filosofia sociale.
Controfattuali e Causalità
Counterfactuals (1973) sviluppò un'analisi sistematica dei condizionali controfattuali mediante i mondi possibili. Lewis elaborò un resoconto dettagliato della relazione di somiglianza tra mondi e applicò questo schema all'analisi della causalità: un evento c causa un evento e se, nei mondi possibili più vicini in cui c non si verifica, nemmeno e si verifica. Questa analisi controfattuale della causalità divenne una delle teorie più influenti e dibattute della causalità nella filosofia contemporanea, generando una vasta letteratura su preemzione, sovradeterminazione e altri casi problematici.
Realismo Modale
On the Plurality of Worlds (1986) presentò la tesi più controversa e celebrata di Lewis: il realismo modale. Lewis sostenne che i mondi possibili — i modi in cui le cose avrebbero potuto essere — sono universi concreti, isolati spazio-temporalmente, reali quanto il nostro. Il mondo attuale non è ontologicamente privilegiato; «attuale» è semplicemente un termine indicale, come «qui», che designa il mondo che abitiamo.
Il realismo modale fornisce un'analisi uniforme della modalità: una proposizione è possibile se è vera in qualche mondo, necessaria se è vera in tutti i mondi, contingente se è vera in alcuni ma non in tutti. Lewis sostenne che i benefici teorici del realismo modale superano l'incredulità iniziale che provoca.
Filosofia della Mente e Materialismo
Nella filosofia della mente, Lewis difese una versione del funzionalismo combinata con la teoria dell'identità: gli stati mentali sono definiti dai loro ruoli funzionali e, negli esseri umani, questi ruoli sono realizzati da stati cerebrali. Il suo «Mad Pain and Martian Pain» (1980) illustrò la flessibilità di questo approccio. Lewis insegnò alla UCLA (1966–1970) e all'Università di Princeton (1970–2001). Morì il 14 ottobre 2001 a Princeton, nel New Jersey, all'età di 60 anni. Il suo raggio d'azione attraverso metafisica, filosofia del linguaggio, filosofia della mente, epistemologia, filosofia della scienza ed etica fu praticamente ineguagliato tra i suoi contemporanei.
Metodi
Citazioni celebri
"Io credo, e voi pure, che le cose avrebbero potuto essere diverse in innumerevoli modi." — On the Plurality of Worlds (frase d'apertura)
"Sostengo una tesi della pluralità dei mondi, o realismo modale, secondo cui il nostro mondo è solo uno tra molti." — On the Plurality of Worlds
"Perché credere in una pluralità di mondi? Perché l'ipotesi è utile, e questo è un motivo per pensare che sia vera." — On the Plurality of Worlds
"La ragione per accettare una tesi filosofica non è che sia intuitiva, ma che faccia un buon lavoro nel sistematizzare le nostre credenze." — Philosophical Papers, Vol. I
Opere principali
- Convention Libro (1969)
- Counterfactuals Libro (1973)
- Philosophical Papers, Vol. I Libro (1983)
- On the Plurality of Worlds Libro (1986)
- Philosophical Papers, Vol. II Libro (1986)
- Parts of Classes Libro (1991)
Ha influenzato
- Saul Kripke · Contemporaneo/Pari
Influenzato da
- Gottfried Wilhelm Leibniz · Influenza intellettuale
Fonti
- Stanford Encyclopedia of Philosophy
- A Companion to David Lewis (Loewer & Schaffer, 2015)
- David Lewis (Nolan, 2005)
- Possible Worlds (Divers, 2002)