George Berkeley
George Berkeley fu un filosofo irlandese che sviluppò l'idealismo soggettivo — la dottrina per cui gli oggetti materiali esistono solo come percezioni nelle menti. Il suo *esse est percipi* ('essere è essere percepito') sfidò il realismo ordinario sul mondo fisico e sostenne che la nozione di 'materia' esistente indipendentemente dalla percezione è incoerente. Il suo idealismo immateriale, unitamente ai suoi contributi alla teoria della visione e alla sua penetrante critica del calcolo, gli assicura un posto permanente nella storia della filosofia.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Sviluppò l'idealismo soggettivo (immaterialismo): la tesi che gli oggetti materiali esistono solo come percezioni nelle menti — esse est percipi (essere è essere percepito)
- ● Demolì la distinzione tra qualità primarie e secondarie ereditata da Locke, sostenendo che tutte le qualità sensibili sono ugualmente dipendenti dalla mente
- ● Sostenne che il concetto di 'materia' come sostanza esistente indipendentemente dalla percezione è incoerente — un'astrazione che non spiega nulla
- ● Propose che l'esistenza continua e ordinata del mondo fisico è sostenuta dalla percezione perpetua di Dio
- ● Fornì contributi fondativi alla teoria della visione, distinguendo tra dati visivi immediati e giudizi spaziali appresi
- ● Scrisse L'Analista, una penetrante critica dei fondamenti logici del calcolo infinitesimale che stimolò l'eventuale rigorizzazione dell'analisi
- ● Sviluppò una sofisticata filosofia del linguaggio, sostenendo che molti errori filosofici nascono dall'assunto che ogni parola significativa nomini un'idea astratta
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Esse est percipi (vel percipere) — essere è essere percepito (o percepire); esistono solo menti e le loro idee
- ✓ La sostanza materiale — materia esistente indipendentemente da qualsiasi mente — è un concetto incoerente che non svolge alcun lavoro esplicativo
- ✓ Tutte le qualità sensibili (incluse le qualità primarie come estensione e figura) sono dipendenti dalla mente — non c'è distinzione sostenibile tra qualità primarie e secondarie
- ✓ Il mondo fisico esiste continuamente perché Dio percepisce perpetuamente tutte le cose — la mente di Dio sostiene l'ordine e la permanenza della natura
- ✓ Le idee generali astratte sono impossibili — ogni idea nella mente è un'idea particolare, sebbene possa fungere da segno generale
- ✓ Le cosiddette leggi della natura sono semplicemente i modelli regolari che Dio stabilisce tra le nostre percezioni — descrivono regolarità divina, non necessità meccanica
- ✓ Gli infinitesimi (quantità né zero né finite) sono logicamente incoerenti — il calcolo funziona nonostante, non grazie ai, suoi fondamenti
Biografia
Vita Precoce e Formazione
George Berkeley nacque il 12 marzo 1685 al Castello di Dysart, nei pressi di Thomastown, Contea di Kilkenny, Irlanda. Entrò al Trinity College di Dublino a quindici anni. Fu durante i suoi anni al Trinity che Berkeley sviluppò le sorprendenti idee filosofiche che avrebbero fatto la sua reputazione. La sua tesi centrale: la materia, intesa come qualcosa che esiste indipendentemente dalla percezione, è una finzione filosofica. Tutto ciò che esiste sono menti (spiriti) e le loro idee (percezioni).
Prime Opere Filosofiche
Berkeley pubblicò le sue principali opere filosofiche a un'età notevolmente giovane. Il Trattato sui Principi della Conoscenza Umana (1710) presentò il suo sistema metafisico completo. Berkeley sostenne che la distinzione di Locke tra qualità primarie e secondarie è insostenibile — tutte le qualità sono ugualmente dipendenti dalla mente. I Tre Dialoghi tra Hylas e Filonous (1713) riproposero l'argomento in forma dialogica.
Progetti, Carriera Successiva e Retaggio
Nel 1724 Berkeley concepì un ambizioso piano per fondare un college alle Bermuda, che fallì per mancanza di fondi. Nel 1734 fu nominato Vescovo di Cloyne. L'Analista (1734) fu una brillante critica dei fondamenti logici del calcolo di Newton. Berkeley morì il 14 gennaio 1753. La città di Berkeley, California, fu chiamata in suo onore.
Metodi
Citazioni celebri
"Esse est percipi. (Essere è essere percepito.)" — Trattato sui Principi della Conoscenza Umana, §3
"Se un albero cade in una foresta e non c'è nessuno intorno a sentirlo, produce qualche suono?" — Ispirato al Trattato di Berkeley (parafrasi)
"Gli stessi principi che a prima vista conducono allo scetticismo, portati a un certo punto, riportano gli uomini al senso comune." — Tre Dialoghi, III
"Noi prima solleviamo la polvere e poi ci lamentiamo di non poter vedere." — Trattato sui Principi della Conoscenza Umana, Introduzione §3
"La verità è il grido di tutti, ma il gioco di pochi." — Siris, §368
Opere principali
- An Essay Towards a New Theory of Vision Trattato (1709)
- A Treatise Concerning the Principles of Human Knowledge Trattato (1710)
- Three Dialogues between Hylas and Philonous Dialogo (1713)
- Alciphron Dialogo (1732)
- The Analyst Trattato (1734)
Ha influenzato
- David Hume · influence
- Immanuel Kant · influence
Influenzato da
- John Locke · influence
Fonti
- Philosophical Works (ed. Michael Ayers, Everyman's Library)
- Berkeley: An Interpretation by Kenneth Winkler
- The Cambridge Companion to Berkeley (ed. Kenneth Winkler)
- Berkeley: The Central Arguments by Robert Fogelin