Henri Bergson
Henri Bergson fu un filosofo francese le cui teorie della durata, dell'intuizione e dell'evoluzione creatrice sfidarono la visione del mondo meccanicistica e deterministica della scienza del XIX secolo. La sua tesi per cui il tempo come esperienza vissuta (durée) è fondamentalmente diverso dal tempo misurato dagli orologi, e che la vita è animata da un élan vital (slancio vitale) che resiste alla riduzione alla fisica e alla chimica, lo rese il filosofo più celebrato al mondo nei primi anni del Novecento e gli valse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1927.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Sviluppò il concetto di durata (durée) — il tempo qualitativo vissuto come fondamentalmente diverso dal tempo spazializzato e quantitativo degli orologi e della fisica
- ● Articolò l'intuizione filosofica come metodo per cogliere la realtà dall'interno, contrapposta all'intelligenza analitica che spazializza e frammenta
- ● Propose l'élan vital (slancio vitale) come forza creativa che guida l'evoluzione biologica, contro le spiegazioni meccanicistiche e finalistiche
- ● Analizzò il rapporto tra mente e corpo in *Materia e memoria*, sostenendo che la memoria non è immagazzinata nel cervello
- ● Distinse due tipi di morale e religione: chiusa (tribale, istintiva) e aperta (universale, mistica)
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ La durata (durée) è la realtà fondamentale della coscienza — un flusso indivisibile di cambiamento qualitativo, non una successione di istanti discreti
- ✓ L'intelligenza analitica spazializza il tempo e frammenta la realtà — solo l'intuizione può cogliere la durata così come è effettivamente vissuta
- ✓ L'élan vital è l'impulso creativo che guida l'evoluzione, producendo novità imprevedibile
- ✓ Il cervello non produce la coscienza ma la filtra e la canalizza — la memoria non è immagazzinata nel cervello
- ✓ La libertà è reale — ma può essere colta solo attraverso l'intuizione della propria durata, non mediante l'analisi deterministica
Biografia
Vita
Henri-Louis Bergson nacque il 18 ottobre 1859 a Parigi, da padre polacco-ebreo e madre angloirlandese. Studiò all'École Normale Supérieure e insegnò filosofia in vari licei e poi al Collège de France, dove le sue lezioni attiravano folle immense.
Le sue opere principali — Saggio sui dati immediati della coscienza (1889), Materia e memoria (1896), L'evoluzione creatrice (1907) e Le due fonti della morale e della religione (1932) — svilupparono una filosofia centrata sull'esperienza vissuta del tempo e sui limiti dell'intelligenza analitica. Ricevette il Premio Nobel per la Letteratura nel 1927.
Bergson morì il 4 gennaio 1941 nella Parigi occupata dai nazisti. Sebbene potesse essere esentato dalle leggi antiebraiche per la sua fama, si dice che si sia messo in fila per registrarsi come ebreo in solidarietà con la sua comunità.
Metodi
Citazioni celebri
"Esistere è cambiare, cambiare è maturare, maturare è continuare a creare se stessi senza sosta." — L'evoluzione creatrice, Capitolo I
"L'occhio vede solo ciò che la mente è pronta a comprendere." — attribuito, varie compilazioni
"Pensa come un uomo d'azione, agisci come un uomo di pensiero." — attribuito, varie compilazioni
Opere principali
- Time and Free Will Trattato (1889)
- Matter and Memory Trattato (1896)
- Creative Evolution Trattato (1907)
- The Two Sources of Morality and Religion Trattato (1932)
Ha influenzato
- Gilles Deleuze · influence
- Maurice Merleau-Ponty · influence
Fonti
- Creative Evolution (trans. Arthur Mitchell)
- Bergson by Vladimir Jankélévitch
- The Cambridge Companion to Bergson (ed. Mark Sinclair)
- Bergsonism by Gilles Deleuze