Jeremy Bentham
Jeremy Bentham fu un filosofo, giurista e riformatore sociale inglese che fondò il moderno utilitarismo — la teoria etica secondo cui l'azione giusta è quella che produce la maggiore felicità per il maggior numero. La sua implacabile applicazione del 'principio di utilità' al diritto, alla pena, al governo, all'economia e alle istituzioni sociali fece di lui uno dei riformatori più influenti dell'era moderna, e le sue proposte radicali — dalla riforma carceraria ai diritti degli animali, dalla separazione tra Stato e Chiesa alla depenalizzazione dell'omosessualità — erano spesso secoli avanti rispetto al loro tempo.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Fondò il moderno utilitarismo: la dottrina sistematica secondo cui l'azione moralmente giusta è quella che produce la maggiore felicità per il maggior numero
- ● Sviluppò il calcolo felicifico — un metodo per quantificare piaceri e dolori lungo sette dimensioni al fine di determinare l'azione ottimale
- ● Propugnò la codificazione radicale del diritto, sostituendo l'irrazionale stratificazione del diritto consuetudinario con codici legali sistematici e razionalmente progettati
- ● Progettò il Panopticon come istituzione modello che incarna il principio della sorveglianza efficiente e della pena razionale
- ● Estese la considerazione morale agli animali, argomentando che la domanda non è 'Possono ragionare?' ma 'Possono soffrire?'
- ● Sostenne il governo democratico, il suffragio universale (compreso quello femminile), la libertà di stampa e la separazione tra Stato e Chiesa
- ● Fu pioniere del ragionamento consequenzialistico in etica, insistendo sul fatto che la moralità delle azioni dipende esclusivamente dalle loro conseguenze per il benessere umano
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ La natura ha posto l'umanità sotto il governo di due sovrani padroni, il dolore e il piacere — essi soli determinano ciò che dobbiamo fare
- ✓ La maggiore felicità del maggior numero è la misura del giusto e dell'ingiusto
- ✓ Ogni persona conta per uno, e nessuno per più di uno — tutti i piaceri e i dolori vanno pesati egualmente indipendentemente da chi li prova
- ✓ La domanda sugli animali non è 'Possono ragionare?' né 'Possono parlare?', ma 'Possono soffrire?'
- ✓ Ogni pena è un male — si giustifica solo quando previene un male maggiore
- ✓ Ogni legge è un male, poiché ogni legge è un'infrazione alla libertà — la legge si giustifica solo quando previene un male maggiore
- ✓ I diritti naturali sono puro nonsenso; i diritti naturali e imprescrittibili sono nonsenso retorico — nonsenso su trampoli
Biografia
Vita e Formazione
Jeremy Bentham nacque il 15 febbraio 1748 a Houndsditch, Londra, in una famiglia agiata. Bambino prodigio, si iscrisse al Queen's College di Oxford all'età di dodici anni e fu ammesso al foro al Lincoln's Inn, pur non avendo mai esercitato la professione legale, ritenendo il sistema giuridico inglese irrazionale e ingiusto.
Il Principio di Utilità
L'opera di una vita di Bentham fu l'applicazione sistematica di un solo principio — il principio di utilità, o il principio della massima felicità — a ogni ambito degli affari umani. La sua Introduzione ai Principi della Morale e della Legislazione (1789) gettò le basi: la natura ha posto l'umanità sotto il governo di due sovrani padroni, il dolore e il piacere, e l'azione giusta è quella che tende a produrre la maggiore felicità del maggior numero. Elaborò un 'calcolo felicifico' per misurare piaceri e dolori lungo sette dimensioni: intensità, durata, certezza, prossimità, fecondità, purezza ed estensione.
Riforma Legale e Sociale
Bentham applicò l'utilitarismo a un ambizioso programma di riforma istituzionale. Progettò il Panopticon — una prigione circolare in cui un solo guardiano poteva osservare tutti i detenuti — come modello di pena efficiente e razionale. Propugnò la codificazione del diritto, il suffragio democratico (compreso quello femminile), la libertà di stampa, la separazione tra Stato e Chiesa e la depenalizzazione dell'omosessualità e dell'usura.
La sua influenza fu internazionale: intrattenne una corrispondenza con riformatori e governi di tutto il mondo e divenne un eroe dei movimenti liberali e radicali in Europa e in America Latina.
Morte ed Eredità
Bentham morì il 6 giugno 1832. Conformemente alle sue volontà, il suo corpo fu preservato come 'auto-icona' ed è esposto all'University College di Londra, che egli ispirò. La sua filosofia utilitaristica, sviluppata e raffinata da John Stuart Mill, rimane una delle teorie etiche più influenti al mondo.
Metodi
Citazioni celebri
"La maggiore felicità del maggior numero è il fondamento della morale e della legislazione." — Un Frammento sul Governo
"La domanda non è: possono ragionare? né: possono parlare? bensì: possono soffrire?" — Introduzione ai Principi della Morale e della Legislazione, XVII.1
"I diritti naturali sono puro nonsenso: i diritti naturali e imprescrittibili sono nonsenso retorico — nonsenso su trampoli." — Fallacies Anarchiche
"Il maggior bene per il maggior numero di persone è la misura del giusto e dell'ingiusto." — Un Frammento sul Governo, Prefazione
Opere principali
- A Fragment on Government Trattato (1776)
- An Introduction to the Principles of Morals and Legislation Trattato (1789)
- Panopticon Trattato (1791)
- The Rationale of Punishment Trattato (1830)
- Deontology Trattato (1834)
Ha influenzato
- John Stuart Mill · influence
- Peter Singer · influence
Influenzato da
- David Hume · influence
Fonti
- An Introduction to the Principles of Morals and Legislation (ed. J.H. Burns and H.L.A. Hart)
- Bentham by Ross Harrison (Routledge)
- The Cambridge Companion to Utilitarianism (ed. Ben Eggleston and Dale Miller)
- Jeremy Bentham: An Odyssey of Ideas by Philip Schofield