Anselmo d'Aosta
Anselmo d'Aosta — spesso chiamato il 'Padre della Scolastica' — fu un monaco benedettino nato in Italia che divenne Arcivescovo di Canterbury e produsse alcuni degli argomenti più originali della storia della teologia filosofica. È noto soprattutto per l'argomento ontologico per l'esistenza di Dio: Dio è 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande'; tale essere deve esistere nella realtà e non solo nell'intelletto, poiché esistere nella realtà è maggiore che esistere solo nell'intelletto. Questo argomento, formulato per la prima volta nel Proslogion, è stato dibattuto ininterrottamente per quasi mille anni e rimane uno dei più discussi in tutta la filosofia.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Formulò l'argomento ontologico per l'esistenza di Dio — dibattuto per quasi mille anni
- ● Stabilì il metodo della 'fede che cerca l'intelletto' — usare la ragione per esplorare ciò che la fede crede
- ● Sviluppò la teoria della soddisfazione dell'espiazione (Cur Deus Homo)
- ● Fu pioniere del metodo scolastico di rigorosa argomentazione filosofica in teologia
- ● Dimostrò che la teologia filosofica poteva procedere mediante la sola ragione (sola ratione)
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Dio è ciò di cui non si può pensare nulla di più grande (aliquid quo nihil maius cogitari possit)
- ✓ Un essere che esiste nella realtà è maggiore di uno che esiste solo nell'intelletto
- ✓ Pertanto, Dio esiste necessariamente — la sua non-esistenza è inconcepibile
- ✓ La fede cerca l'intelletto — la ragione può illuminare ciò che la fede già sostiene
- ✓ La verità è 'rettitudine percepibile solo dalla mente'
Biografia
Vita
Anselmo nacque nel 1033 ad Aosta (nell'attuale Italia nord-occidentale). Dopo anni di erranza, entrò nel monastero benedettino di Bec in Normandia intorno al 1060, studiando sotto Lanfranco (poi Arcivescovo di Canterbury). Anselmo succedette a Lanfranco come priore e poi abate di Bec, dove compose le sue opere filosofiche più importanti. Nel 1093 divenne, a malincuore, Arcivescovo di Canterbury, carica che lo coinvolse in conflitti politici con i re inglesi Guglielmo II ed Enrico I riguardo all'investitura dei vescovi.
Gli scritti filosofici di Anselmo sono caratterizzati da straordinaria originalità e dall'impegno verso la 'fede che cerca l'intelletto' (fides quaerens intellectum) — il tentativo di usare la ragione per comprendere ciò che la fede già crede, senza dipendere dalla Scrittura o dall'autorità come premesse.
L'Argomento Ontologico
Nel Proslogion (1077–78), Anselmo formula il suo celebre argomento:
- Dio è definito come 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande' (aliquid quo nihil maius cogitari possit).
- Anche 'lo stolto che dice nel suo cuore che non c'è Dio' comprende questa definizione — il concetto esiste nell'intelletto (in intellectu).
- Ma un essere che esiste sia nell'intelletto che nella realtà (in re) è maggiore di uno che esiste solo nell'intelletto.
- Pertanto, se 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande' esistesse solo nell'intelletto, si potrebbe concepire un essere più grande — uno che esiste anche nella realtà.
- Ma questo contraddice la definizione. Quindi 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande' deve esistere nella realtà.
Il monaco Gaunilone obiettò subito con la parodia dell''isola perfetta': con lo stesso ragionamento, potremmo dimostrare l'esistenza della più grande isola concepibile. Anselmo rispose che l'argomento si applica solo a un essere la cui non-esistenza è inconcepibile — cioè un essere necessario — e le isole non sono di questo tipo.
L'argomento è stato criticato da Tommaso d'Aquino, Kant, Frege e Russell, e difeso da Descartes, Leibniz, Gödel e Plantinga. Rimane uno degli argomenti più fecondi nella filosofia della religione.
Altre Opere
Il Monologion (1076) di Anselmo offre argomenti cosmologici e di progettazione per l'esistenza di Dio. Il Cur Deus Homo (1098) sviluppa la 'teoria della soddisfazione' dell'espiazione — la teoria medievale più influente sul perché Dio si fece uomo. Il De Veritate esplora la natura della verità e il suo rapporto con la giustizia.
Eredità
Anselmo morì nel 1109 e fu canonizzato nel 1494. La sua combinazione di profonda devozione religiosa e rigorosa argomentazione filosofica stabilì il modello per la filosofia scolastica. L'argomento ontologico continua a generare letteratura filosofica — la versione modale di Plantinga (1974) e la prova ontologica di Gödel (pubblicata postuma) ne sono discendenti moderni.
Metodi
Citazioni celebri
"Non cerco di capire per credere, ma credo per capire" — Proslogion
"Dio è ciò di cui non si può pensare nulla di più grande" — Proslogion
"Non cerco di comprendere per poter credere, ma credo per poter comprendere. Poiché credo anche questo: che a meno che io non creda, non comprenderò" — Proslogion
Opere principali
- Monologion Trattato (1076)
- Proslogion Trattato (1078)
- De Veritate (On Truth) Dialogo (1080)
- Cur Deus Homo (Why God Became Man) Dialogo (1098)
Ha influenzato
- Thomas Aquinas · influence
- René Descartes · influence
Fonti
- Brian Davies and Brian Leftow (eds.), 'The Cambridge Companion to Anselm' (Cambridge UP, 2004)
- Jasper Hopkins (trans.), 'A New, Interpretive Translation of St. Anselm's Monologion and Proslogion' (The Arthur J. Banning Press, 1986)
- Sandra Visser and Thomas Williams, 'Anselm' (Oxford UP, 2009)