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Filosofi / Anselmo d'Aosta
Medievale

Anselmo d'Aosta

1033 – 1109
Aosta, Italy → Canterbury, England
Scolastica Philosophy of Religion Metaphysics Logic Ethics Theology
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Anselmo d'Aosta — spesso chiamato il 'Padre della Scolastica' — fu un monaco benedettino nato in Italia che divenne Arcivescovo di Canterbury e produsse alcuni degli argomenti più originali della storia della teologia filosofica. È noto soprattutto per l'argomento ontologico per l'esistenza di Dio: Dio è 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande'; tale essere deve esistere nella realtà e non solo nell'intelletto, poiché esistere nella realtà è maggiore che esistere solo nell'intelletto. Questo argomento, formulato per la prima volta nel Proslogion, è stato dibattuto ininterrottamente per quasi mille anni e rimane uno dei più discussi in tutta la filosofia.

Idee chiave

L'argomento ontologico, 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande', fede che cerca l'intelletto (fides quaerens intellectum), esistenza necessaria, teoria della soddisfazione dell'espiazione, la verità come rettitudine, teologia filosofica mediante la sola ragione (sola ratione)

Contributi principali

  • Formulò l'argomento ontologico per l'esistenza di Dio — dibattuto per quasi mille anni
  • Stabilì il metodo della 'fede che cerca l'intelletto' — usare la ragione per esplorare ciò che la fede crede
  • Sviluppò la teoria della soddisfazione dell'espiazione (Cur Deus Homo)
  • Fu pioniere del metodo scolastico di rigorosa argomentazione filosofica in teologia
  • Dimostrò che la teologia filosofica poteva procedere mediante la sola ragione (sola ratione)

Domande fondamentali

Si può provare l'esistenza di Dio mediante la sola ragione?
Che cosa significa che Dio sia 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande'?
Il concetto di esistenza necessaria è coerente?
Perché Dio si fece uomo (cur Deus homo)?

Tesi principali

  • Dio è ciò di cui non si può pensare nulla di più grande (aliquid quo nihil maius cogitari possit)
  • Un essere che esiste nella realtà è maggiore di uno che esiste solo nell'intelletto
  • Pertanto, Dio esiste necessariamente — la sua non-esistenza è inconcepibile
  • La fede cerca l'intelletto — la ragione può illuminare ciò che la fede già sostiene
  • La verità è 'rettitudine percepibile solo dalla mente'

Biografia

Vita

Anselmo nacque nel 1033 ad Aosta (nell'attuale Italia nord-occidentale). Dopo anni di erranza, entrò nel monastero benedettino di Bec in Normandia intorno al 1060, studiando sotto Lanfranco (poi Arcivescovo di Canterbury). Anselmo succedette a Lanfranco come priore e poi abate di Bec, dove compose le sue opere filosofiche più importanti. Nel 1093 divenne, a malincuore, Arcivescovo di Canterbury, carica che lo coinvolse in conflitti politici con i re inglesi Guglielmo II ed Enrico I riguardo all'investitura dei vescovi.

Gli scritti filosofici di Anselmo sono caratterizzati da straordinaria originalità e dall'impegno verso la 'fede che cerca l'intelletto' (fides quaerens intellectum) — il tentativo di usare la ragione per comprendere ciò che la fede già crede, senza dipendere dalla Scrittura o dall'autorità come premesse.

L'Argomento Ontologico

Nel Proslogion (1077–78), Anselmo formula il suo celebre argomento:

  1. Dio è definito come 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande' (aliquid quo nihil maius cogitari possit).
  2. Anche 'lo stolto che dice nel suo cuore che non c'è Dio' comprende questa definizione — il concetto esiste nell'intelletto (in intellectu).
  3. Ma un essere che esiste sia nell'intelletto che nella realtà (in re) è maggiore di uno che esiste solo nell'intelletto.
  4. Pertanto, se 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande' esistesse solo nell'intelletto, si potrebbe concepire un essere più grande — uno che esiste anche nella realtà.
  5. Ma questo contraddice la definizione. Quindi 'ciò di cui non si può pensare nulla di più grande' deve esistere nella realtà.

Il monaco Gaunilone obiettò subito con la parodia dell''isola perfetta': con lo stesso ragionamento, potremmo dimostrare l'esistenza della più grande isola concepibile. Anselmo rispose che l'argomento si applica solo a un essere la cui non-esistenza è inconcepibile — cioè un essere necessario — e le isole non sono di questo tipo.

L'argomento è stato criticato da Tommaso d'Aquino, Kant, Frege e Russell, e difeso da Descartes, Leibniz, Gödel e Plantinga. Rimane uno degli argomenti più fecondi nella filosofia della religione.

Altre Opere

Il Monologion (1076) di Anselmo offre argomenti cosmologici e di progettazione per l'esistenza di Dio. Il Cur Deus Homo (1098) sviluppa la 'teoria della soddisfazione' dell'espiazione — la teoria medievale più influente sul perché Dio si fece uomo. Il De Veritate esplora la natura della verità e il suo rapporto con la giustizia.

Eredità

Anselmo morì nel 1109 e fu canonizzato nel 1494. La sua combinazione di profonda devozione religiosa e rigorosa argomentazione filosofica stabilì il modello per la filosofia scolastica. L'argomento ontologico continua a generare letteratura filosofica — la versione modale di Plantinga (1974) e la prova ontologica di Gödel (pubblicata postuma) ne sono discendenti moderni.

Metodi

A priori reasoning from the concept of God alone Reductio ad absurdum — showing that denying God's existence leads to contradiction Philosophical theology proceeding sola ratione (by reason alone), without appeal to Scripture Prayer and meditation as context for philosophical inquiry

Citazioni celebri

"Non cerco di capire per credere, ma credo per capire" — Proslogion
"Dio è ciò di cui non si può pensare nulla di più grande" — Proslogion
"Non cerco di comprendere per poter credere, ma credo per poter comprendere. Poiché credo anche questo: che a meno che io non creda, non comprenderò" — Proslogion

Opere principali

  • Monologion Trattato (1076)
  • Proslogion Trattato (1078)
  • De Veritate (On Truth) Dialogo (1080)
  • Cur Deus Homo (Why God Became Man) Dialogo (1098)

Ha influenzato

Fonti

  • Brian Davies and Brian Leftow (eds.), 'The Cambridge Companion to Anselm' (Cambridge UP, 2004)
  • Jasper Hopkins (trans.), 'A New, Interpretive Translation of St. Anselm's Monologion and Proslogion' (The Arthur J. Banning Press, 1986)
  • Sandra Visser and Thomas Williams, 'Anselm' (Oxford UP, 2009)

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