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Filosofi / Al-Kindi
Età d'Oro Islamica

Al-Kindi

c. 801 – c. 873
Kufa, Iraq → Baghdad, Iraq
Filosofia Islamica Metaphysics Epistemology Philosophy of Religion Natural Philosophy Mathematics Optics
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Abu Yusuf Ya'qub ibn Ishaq al-Kindi — noto come il 'Filosofo degli Arabi' (Faylasuf al-'Arab) — fu il primo grande filosofo della tradizione islamica e il pioniere che stabilì la filosofia greca come una legittima impresa all'interno della cultura intellettuale islamica. Operando nella Baghdad del IX secolo, durante l'età dell'oro del califfato abbaside, supervisionò traduzioni di Aristotele, Plotino e altri pensatori greci in arabo, e scrisse opere originali integrando i metodi filosofici greci con la teologia islamica. Argomentò che filosofia e rivelazione sono percorsi complementari verso la verità, stabilendo un quadro che plasmò tutta la filosofia islamica successiva.

Idee chiave

Compatibilità tra filosofia e rivelazione, Dio come il Vero Uno e Causa Prima, creazione ex nihilo, integrazione della metafisica aristotelica e neoplatonica, l'intelletto e i suoi stadi, approccio matematico alla scienza naturale, il movimento di traduzione

Contributi principali

  • Pioniere nell'integrazione della filosofia greca con la teologia islamica — il 'Filosofo degli Arabi'
  • Supervisionò la traduzione di opere filosofiche greche in arabo presso la Casa della Sapienza
  • Argomentò la compatibilità di filosofia e rivelazione come percorsi complementari verso la verità
  • Difese la creazione ex nihilo impiegando al contempo l'emanazione neoplatonica — una sintesi distintiva
  • Stabilì il vocabolario filosofico arabo e il quadro concettuale per la filosofia islamica successiva

Domande fondamentali

Sono compatibili la filosofia e la rivelazione divina?
Qual è la natura di Dio come Causa Prima?
Il mondo è eterno o ha avuto un inizio temporale?
Come si relaziona la conoscenza di Dio con l'indagine filosofica?

Tesi principali

  • Filosofia e rivelazione sono percorsi complementari verso la stessa verità
  • Dio è il Vero Uno (al-Haqq al-Awwal) — assolutamente semplice, al di là di tutte le categorie aristoteliche
  • Il mondo fu creato dal nulla (ex nihilo) e non è eterno
  • Il fine più elevato della filosofia è la conoscenza della Causa Prima
  • Il ragionamento matematico è essenziale per comprendere il mondo naturale

Biografia

Vita

Al-Kindi nacque intorno all'801 d.C. a Kufa (nell'odierno Iraq), appartenente alla prominente tribù araba di Kinda — il che lo rendeva una rarità tra i filosofi islamici, la maggior parte dei quali era di origine persiana o dell'Asia centrale. Si formò a Kufa e Bassora prima di trasferirsi a Baghdad, la capitale intellettuale del califfato abbaside. Lì si associò ai califfi al-Ma'mun e al-Mu'tasim, che sostennero il grande movimento di traduzione incentrato nel Bayt al-Hikma (Casa della Sapienza).

Al-Kindi supervisionò un circolo di traduttori che versarono opere filosofiche e scientifiche greche in arabo. Egli stesso non traduceva dal greco, ma rivedeva, correggeva e interpretava filosoficamente le traduzioni. Il suo circolo produsse la famosa 'Teologia di Aristotele' — in realtà selezioni dalle Enneadi di Plotino — erroneamente attribuita ad Aristotele, che influenzò profondamente l'intera tradizione successiva del neoplatonismo islamico.

Al-Kindi cadde in disgrazia sotto il califfo al-Mutawakkil, che invertì le politiche razionaliste dei suoi predecessori. La sua biblioteca fu, a quanto si dice, confiscata. Morì intorno all'873 d.C.

Filosofia

Il progetto filosofico di al-Kindi era dimostrare che la filosofia greca e la rivelazione islamica non sono in conflitto, ma rappresentano due approcci complementari alla stessa verità. Scrisse un influente trattato 'Sulla Filosofia Prima' in cui argomentò che il fine più elevato della filosofia è la conoscenza di Dio — il Vero Uno (al-Haqq al-Awwal), la Causa Prima, assolutamente uno, al di là di tutte le categorie della predicazione aristotelica.

La sua metafisica combina elementi aristotelici e neoplatonici: Dio è la causa ultima dell'essere, e la creazione procede attraverso una serie di emanazioni. Ma, a differenza dei successivi neoplatonici islamici, al-Kindi sostenne la creazione ex nihilo (creazione dal nulla) in conformità con la dottrina islamica, argomentando che il mondo non è eterno ma ebbe un inizio temporale.

Al-Kindi fu straordinariamente prolifico — le bibliografie medievali gli attribuiscono oltre 260 opere di filosofia, matematica, astronomia, ottica, musica, medicina e altri soggetti, sebbene la maggior parte siano andate perdute.

Eredità

Al-Kindi stabilì il vocabolario e il quadro per il discorso filosofico in arabo e dimostrò che la filosofia greca poteva essere praticata in un contesto islamico. La sua influenza fu principalmente attraverso il suo ruolo di pioniere e catalizzatore — pensatori successivi come al-Farabi e Avicenna lo superarono in rigore sistematico, ma edificarono sulle fondamenta che egli aveva posto.

Metodi

Integration and harmonization of Greek philosophical traditions (Aristotle, Plotinus) with Islamic theology Mathematical and demonstrative methods applied to philosophical problems Supervision and philosophical interpretation of translations from Greek to Arabic

Citazioni celebri

"Non dobbiamo vergognarci di riconoscere la verità da qualsiasi fonte provenga, anche se portata da generazioni passate e da popoli stranieri" — Sulla Filosofia Prima
"Il cercatore della verità cerca la verità indipendentemente dalla sua fonte" — Attribuito ad al-Kindi

Opere principali

  • On First Philosophy (Fi al-Falsafa al-Ula) Trattato (850)
  • On the Intellect (Risala fi al-'Aql) Trattato (850)

Ha influenzato

Fonti

  • Peter Adamson, 'Al-Kindi' (Oxford UP, 2007)
  • Peter Adamson and Peter E. Pormann (trans.), 'The Philosophical Works of al-Kindi' (Oxford UP, 2012)
  • Alfred Ivry (trans.), 'Al-Kindi's Metaphysics' (SUNY Press, 1974)

Link esterni

Traduzioni

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