Giorgio Agamben
Giorgio Agamben è un filosofo italiano la cui opera sulla sovranità, la biopolitica e lo stato di eccezione è divenuta indispensabile alla teoria politica contemporanea. Attingendo al concetto di biopotere di Foucault, alla teoria della sovranità di Carl Schmitt, alla critica del diritto di Walter Benjamin e alla distinzione aristotelica tra vita nuda (*zoé*) e vita politica (*bíos*), Agamben sostiene che la struttura fondamentale della politica occidentale è il potere sovrano di ridurre gli esseri umani alla 'vita nuda' — vita che può essere uccisa ma non sacrificata.
Idee chiave
Contributi principali
- ● Sviluppò il concetto di 'vita nuda' (*nuda vita*) come fondamento nascosto della sovranità occidentale — vita che può essere uccisa ma non sacrificata
- ● Analizzò lo stato di eccezione come paradigma dominante della governance moderna, in cui i poteri di emergenza diventano permanenti
- ● Identificò il campo (di concentramento, di detenzione per rifugiati) come lo spazio politico paradigmatico della modernità
- ● Esplorò la figura dell'*homo sacer* come rivelazione della struttura paradossale del rapporto tra potere sovrano e vita
- ● Collegò la biopolitica di Foucault alla tradizione giuridico-politica occidentale attraverso il concetto di eccezione sovrana
- ● Sviluppò il concetto di forma-di-vita: una vita inseparabile dalla sua forma, in cui la distinzione tra *zoé* e *bíos* viene superata
Domande fondamentali
Tesi principali
- ✓ Il rapporto fondamentale della politica occidentale non è il contratto sociale ma l'eccezione sovrana — il potere di sospendere la legge e ridurre la vita a vita nuda
- ✓ Il campo, non la città, è il paradigma biopolitico della modernità — lo spazio in cui l'eccezione diventa regola
- ✓ Lo stato di eccezione è diventato il paradigma dominante della governance contemporanea, dalla 'guerra al terrore' alla gestione delle pandemie
- ✓ La vita nuda (*nuda vita*) — esistenza biologica spogliata di qualificazione politica — è il fondamento nascosto della sovranità
- ✓ Il *Muselmann* di Auschwitz è il 'testimone integrale' la cui testimonianza rivela la zona di indistinzione tra l'umano e l'inumano
- ✓ Una forma-di-vita in cui vivere e vivere bene sono inseparabili offre una via oltre la cattura della vita da parte del potere sovrano
Biografia
Vita e Formazione
Giorgio Agamben nacque il 22 aprile 1942 a Roma. Studiò diritto e filosofia all'Università di Roma La Sapienza, scrivendo una tesi sul pensiero politico di Simone Weil. Nel 1966 partecipò ai seminari di Martin Heidegger a Le Thor, in Francia, che lasciarono un'impronta profonda nel suo metodo filosofico. Agamben sviluppò anche un rapporto stretto con gli scrittori italiani Pier Paolo Pasolini (che lo scelse per il ruolo dell'apostolo Filippo nel Vangelo secondo Matteo) e Italo Calvino, nonché con l'opera di Walter Benjamin, i cui manoscritti contribuì a curare.
Opere Iniziali
Le opere iniziali di Agamben esplorarono estetica, linguaggio e filosofia della potenzialità. L'uomo senza contenuto (1970) esaminò la crisi dell'estetica e il rapporto dell'artista con la tradizione. Stanze (1977) indagò il rapporto tra linguaggio e desiderio attraverso un'esplorazione archeologica della teoria medievale dei fantasmi, della malinconia e del feticcio. Infanzia e storia (1978) esplorò il rapporto tra esperienza, linguaggio e storia. La comunità che viene (1990) abbozzò una politica della «singolarità qualunque».
Il Progetto Homo Sacer (1995–2015)
Il grande progetto filosofico di Agamben è la serie Homo Sacer, un'indagine in più volumi sul rapporto tra sovranità, diritto e vita. L'homo sacer del diritto romano arcaico — colui che può essere ucciso da chiunque impunemente ma non può essere sacrificato in un rituale religioso — rivela la struttura nascosta del potere sovrano.
Homo Sacer: Il potere sovrano e la nuda vita (1995) sostenne che il rapporto fondamentale della politica occidentale non è il contratto sociale ma l'eccezione sovrana — il potere di sospendere la legge e ridurre i soggetti alla 'vita nuda' (nuda vita). Il campo — dai campi di concentramento nazisti ai moderni centri di detenzione per rifugiati — è lo spazio paradigmatico della modernità: una zona in cui l'eccezione diventa la regola.
Stato di eccezione (2003) analizzò come lo stato di eccezione sia diventato il paradigma dominante della governance contemporanea, tracciandone la genealogia dal justitium romano allo stato di eccezione permanente della «guerra al terrore». Quel che resta di Auschwitz (1998) esplorò le implicazioni etiche della testimonianza della Shoah, incentrandosi sulla figura del Muselmann come «testimone integrale» la cui testimonianza è impossibile.
Il progetto proseguì con Il regno e la gloria (2007), Il sacramento del linguaggio (2008) e L'uso dei corpi (2014), che concluse la serie con una meditazione sulla forma-di-vita.
Metodi
Citazioni celebri
"Il campo è lo spazio che si apre quando lo stato di eccezione comincia a diventare la regola." — Homo Sacer: Il potere sovrano e la nuda vita
"Oggi non è la città ma il campo il paradigma biopolitico fondamentale dell'Occidente." — Homo Sacer: Il potere sovrano e la nuda vita
"Il sovrano è il punto di indistinzione tra violenza e diritto, la soglia su cui la violenza passa nel diritto e il diritto nella violenza." — Homo Sacer: Il potere sovrano e la nuda vita
"Lo stato di eccezione non è un tipo speciale di legge; piuttosto, in quanto sospensione dell'ordine giuridico stesso, ne definisce il concetto limite o soglia." — Stato di eccezione
Opere principali
- Stanzas Libro (1977)
- Infancy and History Libro (1978)
- The Coming Community Libro (1990)
- Homo Sacer: Sovereign Power and Bare Life Libro (1995)
- Remnants of Auschwitz Libro (1998)
- State of Exception Libro (2003)
- The Kingdom and the Glory Libro (2007)
- The Use of Bodies Libro (2014)
Influenzato da
- Michel Foucault · influence
Fonti
- Stanford Encyclopedia of Philosophy
- Giorgio Agamben: A Critical Introduction (de la Durantaye, 2009)
- The Cambridge Companion to Agamben (forthcoming)
- Agamben and Politics (Prozorov, 2014)